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Consob, il collegio nomina Mario Nori direttore generale

Il collegio della Consob ha deliberato martedì scorso all’unanimità la nomina a direttore generale di Mario Nori, già vice capo di gabinetto presso il ministero dell’Economia, nonchè consigliere della Corte conti. La decisione è stata assunta, ma la delibera formale di nomina ancora non è stata fatta: per chiudere il procedimento è necessario attendere il via libera della Corte dei conti. La scelta su Nori è caduta dopo che, nel luglio scorso, il collegio aveva individuato per lo stesso ruolo Carlo Comporti, managing director della società di consulenza Promontory del gruppo Ibm, un bacino dal quale spesso anche attingono le Authority europee (come ha fatto l’Ssm nei giorni scorsi) per la scelta dei regolatori. Comporti ha nel curriculum una conoscenza di mercati finanziari che Nori non possiede, anche se a quest’ultimo si riconosce una comprovata esperienza in materia di organizzazione e funzionamento della macchina, esattamente il tipo di esperienza che la Consob guidata da Paolo Savona stava cercando. Anche il nome di Comporti, alla stregua di quello di Nori, era stato proposto da Savona, il quale avrebbe spiegato al collegio nelle settimane passate che la nomina del primo candidato non era andata a buon fine per una difficoltà sui tempi rapidi che lo stesso presidente ha richiesto per l’assunzione dell’incarico e previsti entro il 16 settembre (Comporti è residente a Parigi). Nori subentra al predecessore Angelo Apponi, il cui incarico scadeva nel giugno scorso ma che nel frattempo è venuto a mancare dopo una malattia.

Entro quella data il collegio dovrà procedere ad altre nomine, anche perché anche l’incarico del vice direttore generale, Giuseppe D’Agostino, è scaduto ed è stato prorogato al 15 settembre. Savona vuole cogliere l’occasione delle nomine per procedere a una revisione dell’organizzazione della Consob che attende di essere riordinata ormai da qualche anno. Le competenze di Nori da questo punto di vista potranno essere preziose. La revisione dell’organizzazione camminerà di pari passo con la modifica del contratto di lavoro dell’Autorità (anche questo processo è in stand by da anni), che dovrà recepire quello della Banca d’Italia. Le norme che disciplinano la Consob prevedono che il «direttore generale assiste la Commissione nell’esercizio delle sue funzioni e assicura lo svolgimento delle attività strumentali». Il vice direttore generale «assiste il direttore generale nello svolgimento delle sue funzioni e svolge incarichi e compiti specifici attribuiti dalla Commissione». Difficile dimenticare il serrato confronto in diretta streaming che ci fu a fine 2017 tra l’ex dg Consob Apponi e il responsabile della vigilanza della Banca d’Italia, Carmelo Barbagallo, di fronte alla commissione d’inchiesta sulle banche in merito ai compiti di controllo delle due Autorità sulle banche venete finite in liquidazione.

Nei prossimi giorni, dunque – e comunque entro il 15 settembre – si dovrebbe procedere alla nomina del vice direttore generale: in corsa ci sarebbero candidature interne, come Tiziana Togna, responsabile della divisione intermediari; il responsabile della divisione amministrazione, Aldo Magnoni; il presidente dell’arbitro per le controversie finanziarie Gianpaolo Eduardo Barbuzzi. L’operazione immaginata prevede, però, anche una rotazione dei responsabili delle varie divisioni della Consob, per cui si tratta comunque di nuove nomine che dovranno essere deliberate dal collegio. L’Autorità è organizzata in dieci divisioni nelle quali sono coordinati 41 uffici.

Il passaggio al contratto della Banca d’Italia non è una trasformazione neutrale, non foss’altro perché se recepito tout court come implicazione immediata determinerebbe un aumento lineare delle retribuzioni. Non è il processo immaginato oggi dalla nuova gestione della Consob, che ha condiviso con le organizzazioni sindacali un recepimento più articolato, che tiene conto dei tetti agli stipendi previsti dall’Authority dei mercati finanziari e inquadra i riconoscimenti in base al raggiungimento di determinati obiettivi.

Laura Serafini

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