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Consob bacchettata dalla Cassazione “Il Tar può intervenire per scarsa vigilanza”

Nuove grane dai derivati Santorini e Alexandria, che il Monte dei Paschi ristrutturò nel 2009 per nascondere perdite in bilancio e continuare a distribuire cedole ai soci e bonus ai manager malgrado il dissesto in arrivo. Ora la Cassazione è entrata a gamba tesa sull’indipendenza delle autorità prevista dalla Costituzione, stabilendo a sezioni unite che se la Consob trascura i doveri di vigilanza e non usa i suoi poteri per «assicurare il corretto e trasparente funzionamento del mercato», si può chiedere al giudice amministrativo di ordinare all’authority di porre fine all’inerzia. Anche — ed è la prima volta nella storia — intervenendo mentre l’istruttoria è in corso. L’ordinanza, depositata ieri, interviene su una causa del luglio 2013 di due piccoli azionisti (affiancati da Cgil, Fisac e Federconsumatori), che rinfacciano alla vigilanza carenze sul dossier Mps, in particolare sulle operazioni di ristrutturazione dei due derivati Santorini e Alexandria, scoperte dal vertice di Mps a fine 2012 e pubbliche da gennaio 2013. Allora, insieme a Bankitalia e Ivass, Consob aveva stabilito che Mps poteva scegliere la contabilizzazione preferita per i due veicoli: e tra quella a «saldi aperti» (come rischi creditizi) e a «saldi chiusi» (come derivati), i senesi optarono per la prima.

Al Tribunale di Roma i due ricorrenti avevano chiesto, oltre al risarcimento danni per le presunte falle nella vigilanza, anche che l’authority mettesse fine alle eventuali omissioni, ripristinando una corretta informazione sulla situazione patrimoniale di Mps, per evitare altri danni ai soci. Alla dichiarazione di incompetenza del Tribunale, i ricorrenti hanno chiesto alla Cassazione se si potessero sindacare, non solo ex post ma anche in itinere , i comportamenti dell’authority. La Corte, senza accogliere le obiezioni della Consob, ha riconosciuto al tribunale amministrativo il potere di ordinare all’authority di adoperarsi per assicurare una corretta vigilanza. E ha chiesto alle parti di dividersi le spese del giudizio, per «la peculiarità e novità della questione ». «L’inerzia delle Autorità non è più giustificata — riporta una nota di Cgil, Fisac e Federconsumatori — . I cittadini possono ottenere un provvedimento giudiziale che ordini alle amministrazioni l’esercizio dei mezzi a loro disposizione». Di altro tono la reazione della Consob: «Per Consob è una sentenza favorevole. La Corte ha respinto la domanda dei ricorrenti volta ad affermare che il giudice ordinario può ordinare a Consob di esercitare i poteri di vigilanza che la legge le assegna». Quanto al merito dei rilievi, «non c’è mai stata alcuna inerzia. Consob è intervenuta più volte per assicurare piena trasparenza sui conti Mps e ha fatto avere al mercato tutte le informazioni di volta in volta disponibili. Consob continua a collaborare con le autorità nazionali ed europee e sta esaminando la nuova documentazione emersa nel procedimento penale in corso a Milano». Dove l’inchiesta s’è chiusa con la richiesta di rinvio a giudizio per manipolazione del mercato e falso in bilancio 2009 contro gli ex vertici di Mps e Nomura, e si afferma che i Btp per 3 miliardi sottostanti l’operazione Alexandria «non esistono».
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