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Consob aumenta l’importo delle sanzioni

MILANO
Proporzionalità della sanzione. È il baricentro su cui si regge il nuovo impianto del procedimento sanzionatorio, le cui modifiche regolamentari sono state approvate ieri dalla Commissione presieduta da Giuseppe Vegas. Piena attuazione, dunque, alla riforma introdotta dal decreto legislativo 72 del 12 maggio 2015 che ha recepito la direttiva europea Crd IV (Capital requirments Directive) sui requisiti di capitale delle banche e delle imprese di investimento. Grande è l’importanza dei mutamenti introdotti ieri . Basti pensare alla (relativa) esiguità delle sanzioni sin qui irrogate dalla Commissione a fronte di violazioni (anche gravi) di norme o regolamenti soprattutto da parte di società di peso specifico medio o grande.
Da questo punto di vista le cose cambieranno drasticamente. Come? Uno dei criteri su cui si baserà la determinazione della sanzione sarà il fatturato, inteso come aggregato utile alla determinazione della capacità finanziaria, dei soggetti vigilati. La sanzione massima sarà infatti calcolata sul 10% del giro d’affari complessivo. Qualora il vantaggio ottenuto dall’azienda “rea” (sia in termini di profitti realizzati o di perdite evitate) risulti superiore a questa soglia la sanzione potrà essere aumentata fino al doppio del profitto realizzato (o della perdita evitata). Altro capovolgimento rispetto al passato è costituito dalla nuova centralità della persona giuridica nei confronti della persona fisica. In passato il soggetto colpito dalle sanzioni era l’amministratore, il manager, il sindaco. D’ora in avanti le sanzioni saranno applicate (di regola) agli enti, mentre le persone fisiche risponderanno nei casi di «grave pregiudizio per la tutela degli investitori o per l’integrità o il corretto funzionamento del mercato». Cambio di passo, questa volta in senso garantista, per quanto riguarda le violazioni meno gravi . Con le modifiche di ieri infatti la Consob avrà la possibilità di ordinare la rimozione delle irregolarità riscontrate in luogo del pagamento delle sanzioni. Un esempio? Supponiamo che per colpa di un disguido una società non abbia comunicato in tempo alla Consob l’acquisizione di una partecipazione rilevante nel capitale di una società quotata (comma 2 articolo 120 del Tuf). In questo caso la Consob anziché sanzionare, potrà ordinare di ovviare senza indugio alla comunicazione. Cambiamenti anche nell’ambito di applicazione dell’oblazione (il pagamento della sanzione in misura ridotta pari al doppio del minimo). Lo potrà fare solo chi non è recidivo da almeno un anno.

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