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Consob: attrarre le Pmi sul mercato dei capitali

«Occorre definire un sistema per attrarre le imprese, soprattutto le medie verso il mercato dei capitali» con una serie di misure come «ad esempio la possibilità di istituire il meccanismo di azionariato multiplo» e come «l’istituzione di un ente europeo che può raccogliere i dati delle pmi». Il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, è tornato ieri a sottolineare l’importanza di «non perdere l’occasione della capital markets union». L’occasione era un convegno svoltosi a Roma, presso la sede della Consob nel quale il responsabile della direzione mercati finanziari della Ue Martin Merlin ha annunciato che già il prossimo 8 giugno a Bruxelles si comincerà a tirare le fila della consultazione in corso fra i paesi europei, allo scopo di partire all’inizio di ottobre con un vero e proprio action plan europeo, che rappresenti il necessario complemento sul terreno delle regole finanziarie al piano Juncker per gli investimenti e la crescita. Da parte italiana, le idee per contribuire alla definizione di un piano per il mercato unico dei capitali non mancano certo: cosi il dirigente generale del Tesoro Alessandro Rivera ha spiegato che il Mef punta in primo luogo sul rilancio delle cartolarizzazioni di elevata qualità, che possono costituire un ponte fra il finanziamento bancario e l’accesso al mercato dei capitali . L’altra idea-forza è quella di garantire la centralità dell’informazione e quindi puntare alla costruzione di sistemi di raccolta di informazioni sulle piccole e medie imprese , nel presupposto che sono proprio le asimmetrie informative le principali responsabili della tendenza a rinserrarsi sui mercati domestici. In terzo luogo si pensa al potenziamento del private placement e del venture capital. Rivera ha ammesso tuttavia che, anche nel migliore degli scenari possibili, non si può ritenere che attraverso le soluzioni di mercato si possa arrivare a rimpiazzare completamente il finanziamento bancario , soprattutto nel caso delle piccole e medie imprese. Inoltre, come ha messo in evidenza Vincenzo Boccia presidente del comitato tecnico credito e finanza di Confindustria, occorre stare bene attenti a non varare regole assolutamente contraddittorie con le finalità di crescita che s’intende perseguire: «Quando leggiamo che esiste fra i regolatori un orientamento a chiedere un maggiore assorbimento di capitale sui ratios patrimoniali per il credito alle pmi la cosa ci preoccupa» ha sottolineato Boccia. Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, secondo il quale «un mercato di capitali non deve venire dall’alto ma dagli attori del mercato. Evitiamo di creare altre barriere – ha aggiunto-come la Financial transaction tax che aumenta i costi ed è di ostacolo allo sviluppo del mercato dei capitali». Anche nella sua versione italiana, ha poi chiosato il direttore generale di Assonime Stefano Micossi, la Ftt ha danneggiato il mercato dell’equity e dei prodotti derivati e ha portato non più di 100 milioni, contro il miliardo preventivato, nelle casse dello Stato.
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