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Consob apre il caso Deutsche Bank

di Rossella Bocciarelli

La Consob ha chiesto il 29 luglio scorso informazioni a Deutsche Bank sulla recente vendita di Btp italiani. Lo ha spiegato ieri il sottosegretario all'Economia, Bruno Cesario nella sua risposta a un'interrogazione in commissione Finanze alla Camera presentata da Maurizio Fugatti della Lega Nord.

«La Consob – ha detto Cesario – ha precisato che in attesa di ricevere i citati elementi informativi, segue con attenzione e continua a svolgere il monitoraggio in ordine all'evolversi della vicenda».

Oggetto dell'interrogazione del deputato leghista è un'informazione, fornita da Deutsche Bank nel corso della presentazione dei dati della sua semestrale, ovvero il drastico calo dell'esposizione in titoli di stato italiani detenuti in portafoglio (da 8 miliardi di euro a 997 milioni, con uno smobilizzo pari a 7 miliardi circa) avvenuto nella prima parte di quest'anno e motivato dal direttore finanziario del gruppo con il consolidamento di bilancio in seguito all'acquisizione di Postbank, che aveva fatto aumentare in modo abnorme la quota storicamente detenuta dal gruppo in buoni italiani. Il forte smobilizzo di titoli di stato italiani è stato però letto da molti, a cominciare dagli esperti del Financial times (ma sul caso si è espresso anche l'ex presidente della Commissione europea Romano Prodi, sottolineando la mancanza di «solidarietà europea») come una scelta di uscire dal rischio Italia, in aperta contraddizione con le raccomandazioni e le valutazioni espresse il 20 luglio scorso nei confronti dell'Italia dagli analisti del DB research unit nel loro rapporto.

Il gruppo tedesco, attraverso un suo portavoce, ha in ogni caso dichiarato ieri che «certamente Deutsche Bank coopererà con la Consob» nel fornire informazioni sulla modalità delle vendite chieste dall'authority. Questa infatti vuol conoscere: i dati di dettaglio relativi all'evoluzione dell'esposizione nei confronti dell'Italia nel periodo compreso tra il primo gennaio ed il 30 giugno 2011, distinguendo tra titoli di Stato e prodotti finanziari derivati collegati; l'incidenza sull'esposizione nei confronti dell'Italia al 31 dicembre 2010 del consolidamento di Postbank ed il valore della suddetta esposizione alla data del 30 giugno 2010; il dettaglio delle operazioni su titoli di Stato e sui relativi strumenti finanziari derivati collegati, nonché la sede di esecuzione delle operazioni. Nella sua risposta, l'esponente di via Venti settembre ha in ogni caso ricordato che Deutsche Bank è uno specialista in titoli di Stato italiani, la cui attività sul mercato primario e secondario è oggetto di osservazione e misurazione svolta con continuità. In questo contesto, ha detto «essa ha fornito e fornisce un contributo importante al classamento dei titoli di Stato e al mantenimento della liquidità del mercato».

Infatti, ogni specialista in titoli di Stato italiani si impegna a sottoscrivere un quantitativo minimo di titoli in asta (3% su base annua) e a garantire un'operatività qualificata sul mercato secondario e Deutsche Bank nel 2010 è stata fra i primary dealers più attivi. Più in generale, però, il "faro" acceso dalla Consob, ha spiegato il sottosegretario all'Economia, va collocato nell'ambito di una più ampia azione di monitoraggio in rapporto alla situazione di allarme che si è determinata recentemente e anche in relazione alla mission dell'autorità di controllo sui mercati.

«La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa – ha ricordato Cesario –avvia accertamenti, attraverso il monitoraggio degli scambi, quando si verifichi un'anomalia nell'andamento di un titolo o quando, a fronte di "rumor" o anticipazioni di stampa, sia necessario ristabilire la parità informativa».

 

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