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Consob alla svolta le ipotesi di riassetto. Le voci sull’uscita di Paolo Savona

Paolo Savona potrebbe lasciare la presidenza della Consob, la Commissione per le società e la Borsa che guida dal marzo del 2019. Le indiscrezioni sulle dimissioni dell’economista di origini cagliaritane, 84 anni, circolano a Milano da qualche giorno. La scelta avrebbe preso forza sulla questione della riorganizzazione del personale dell’Authority. Una «riforma» per la quale il presidente della Commissione avrebbe chiesto l’adozione dello stesso contratto riconosciuto ai dipendenti della Banca d’Italia. Tema non da poco: è questo l’unico caso per il quale serve il visto di esecutività del governo. Un parere preventivo di Palazzo Chigi che invece la Consob non è tenuta a consultare per altre scelte interne. Savona avrebbe legato il sì o il no della presidenza del Consiglio alla propria permanenza al vertice dell’Authority.

Il 2026 sarebbe stato l’orizzonte naturale del mandato settennale ricevuto da Savona nel marzo del 2019, a 82 anni compiuti. In quei giorni il professore del quale si parlava come dell’ «inaffondabile sughero sardo» era ministro uscente del governo Lega-5Stelle, il Conte 1. Svolgere il compito del ministro degli Affari Europei gli fu impossibile a causa delle sue stesse posizioni. Furono le parole di Savona sulla «gabbia tedesca» dell’eurozona a provocare un cortocircuito istituzionale senza precedenti. Sembra un secolo fa, ma era solo il 2018 e qualcuno ricorderà Luigi Di Maio invocare addirittura l’impeachment per il capo dello Stato Sergio Mattarella costretto a intervenire sulle intemperanze sovraniste e sul famigerato «piano B» dell’Italia. Mentre a vigilare sull’euro c’era l’allora presidente della Bce, Mario Draghi.

Savona che si era definito «il nonno del governo» guardò dunque a Piazza Affari come all’ultimo passaggio, il tassello mancante, della lunga carriera. Nella vita istituzionale aveva indossato anche i panni del moderato nel governo Ciampi, mentre quella professionale non gli ha risparmiato amarezze come un’ inchiesta per usura bancaria archiviata per infondatezza della notizia di reato.

Con l’uscita di Savona, si aprirebbe una fase significativa di rinnovo alla Consob. Per l’avvicendamento alla presidenza salgono le quotazioni di Carmine Di Noia (che anche l’Europa vorrebbe alla guida dell’Esma). Mentre Anna Genovese lascia a giugno alla scadenza dei sette anni.

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