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«Consob, 100 milioni di multe» Vegas: attenti ai rischi del fintech

L’ultima relazione del settennato di Giuseppe Vegas alla presidenza della Consob — il mandato scade a fine anno e non è rinnovabile — è un corposo elenco di allarmi e di possibili vie d’uscite dalle situazioni di pericolo che l’Italia deve affrontare. Vegas li mette in fila sotto la frase di Euripide che apre la relazione: «Nulla deve essere inaspettato; si deve invece sperare ogni cosa».

Dalla crisi del debito sovrano al bail-in — con i fallimenti delle quattro banche e i salvataggi di Stato avviati per Mps, Popolare di Vicenza e Veneto Banca — all’importi del cosiddetto «fintech» che rischia di sradicare le banche tradizionali «in un limbo regolamentare» che va corretto se non si vuole il «Far West», l’Italia è apparsa travolta da novità che inaspettate non erano ma che sono state gestite come emergenze. In mezzo a tutto ciò, tante irregolarità da parte degli emittenti, a cominciare proprio dalle banche, che hanno portato Consob ad emettere sanzioni per 101,5 milioni di euro dal 2011 ad aprile 2017, con confische di beni per 85 milioni. Solo 22 milioni di sanzioni sono state a carico di banchieri (9 milioni solo per gli ex esponenti di PopVi).

C’è il bail-in tra i punti più criticati da Vegas: doveva assicurare stabilità e invece si è rivelato «un fattore di instabilità». La retroattività del bail-in «contrasta con i principi di fondo del diritto e va corretta quanto prima», per esempio «introducendo una soglia di salvaguardia a 100 mila euro» anche per gli obbligazionisti.

In questo contesto Vegas sostiene che come c’è un’autorità unica per le banche così servirebbe una Consob europea, evitando la concorrenza sulle regole tra Stati; la Brexit potrebbe essere l’occasione per far nascere questo modello «twin peaks» di autorità e Milano ne sarebbe «la sede ideale», anche se vanno rimossi ostacoli come la Tobin Tax. Intanto una maggiore vigilanza ci sarà da gennaio 2018 con l’introduzione del «Kid» (key information document), prospetto sintetico che offrirà in Europa «la stessa rappresentazione di rischi e rendimenti». Per gli scenari di rendimento il Kid «fa uso di una metodologia di tipo probabilistico, direttamente definita in ambito europeo». Vegas intende così superare «una polemica strumentale», sul mancato utilizzo degli scenari probabilistici, «che si è protratta per anni».

Il presidente Consob ha voluto mettere sull’avviso circa la «stretta monetaria» in arrivo, con l’inflazione vicina all’obiettivo del 2%. «L’Italia dovrà prepararsi ad affrontare la nuova situazione che si profila non potendo più contare sul puntello esterno della lega monetaria». Il quantitative easing della Bce «ha ridotto la pressione su quei Paesi, come il nostro, che più di altri avevano bisogno di recuperare terreno sul piano della competitività, della stabilità e della convergenza» ma «questa opportunità non è stata colta» e tale divario (innanzitutto con la Germania) è ogni giorno fotografato dallo spread, in peggioramento. Attenzione anche alle chimere dell’uscita dall’euro come soluzione ai problemi: il solo annuncio «provocherebbe un immediato deflusso di capitali tale da mettere gravemente a repentaglio la capacità dell’Italia di rifinanziare» il suo debito.

Fabrizio Massaro

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