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Consip, bocciata la mozione anti-Lotti Pd sfida Mdp: “Così non si va avanti”

Il Senato boccia a larga maggioranza (182 no) la mozione sul caso Consip presentata da Mdp che chiedeva al governo di ritirare le deleghe al ministro dello Sport Luca Lotti. Votano contro Pd, Area Popolare, Autonomie e altri 39 senatori di Forza Italia, Idea e i verdiniani. Respiro di sollievo per governo e maggioranza, ma subito si pone il problema dei rapporti con Mdp e dai renziani parte la richiesta di una verifica di governo.
Un risultato scaturito da una lunga giornata di dibattito, iniziata con la lettura da parte del presidente Piero Grasso di una lettera del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in cui si afferma che il cda di Consip è ormai decaduto. Segue lungo dibattito con il Pd che giudica inutile perché superato il voto sulle mozioni e tutti gli altri che vogliono dibattito e voto. Il capogruppo dem Luigi Zanda si limita a invitare gli altri a rinviare tutto e non chiede il voto dell’aula: Grasso ascolta e decide di andare avanti. Poi dice no proprio alla mozione d Mdp nella parte in cui si chiede la testa di Lotti per estraneità alla materia in discussione: Mdp prende atto e presenta una mozione bis dove l’attacco a Lotti diventa una premessa generica invece che un vincolo per il governo. Il voto su questo testo,con il parere contrario del governo, arriva nel pomeriggio: Mdp porta a casa solo 69 sì, i suoi più quelli dei 5Stelle. Non c’è stata dunque la temuta sommatoria di tutte le opposizioni e ai 182 no si sono aggiunti anche 16 astenuti. Questo vuol dire che hanno votato contro il testo dei bersaniani anche Forza Italia, Idea e i verdiniani di Ala per un contributo di ben 39 voti che ha colmato la defezione di Mdp.
Con lo stessa schema di alleanze è passata la mozione Zanda, proposta da Pd, Area popolare e Autonomie: sì 185, contrari 76, astenuti 5.
In cambio il Pd vota a favore di una parte del dispositivo proposto dalla mozione di Quagliariello, come riformulata dal governo: viene approvata con 244 sì. Ma in pratica hanno votato a favore tutti i presenti in aula tranne la Lega e Mdp.
C’è però un problema politico nel centrosinistra. Il Pd, e i renziani in particolare, non hanno gradito il comportamento di Mdp. In particolare l’intervento in aula di Miguel Gotor. Parole che hanno scatenato la reazione di Andrea Marcucci: «Le prese di distanza rispetto al governo Gentiloni mi sembrano preoccupanti. Credo che il presidente del Consiglio si farà carico di una verifica politica: ce n’è bisogno».
Il caso Consip intanto rimbalza anche al Csm. Alcuni aspetti delle inchieste del pm di Napoli Henry John Woodcock finiscono “sotto osservazione” sulla base di una segnalazione del pg. Un episodio riguarda i tempi dell’iscrizione nel registro degli indagati del giudice D’Angiolella, conoscente dell’imprenditore Alfredo Romeo e intercettata. Un altro episodio riguarda intercettazioni finite sui giornali.
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