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Consiglio Mediobanca, donne a quota quattro

di Sergio Bocconi

MILANO — Per il consiglio di Mediobanca sembra si vada verso la conferma dello status quo: la «squadra» resta più o meno invariata, l'imprenditore Diego Della Valle non entra nel board, le novità più significative riguardano l'aumento degli amministratori indipendenti secondo il codice di autodisciplina. I new entry sono due donne: per il gruppo B dell'accordo parasociale, i soci industriali, il nome più accreditato è quello di Elisabetta Magistretti, revisore, consigliere (sempre indipendente) di Pirelli & C, responsabile di alcune posizioni di audit nel gruppo Unicredit. Per il gruppo C, i soci francesi, si profila l'ingresso di Anne-Marie Idrac, ex presidente della Sncf, le ferrovie d'Oltralpe, e sottosegretario al governo per il commercio estero fino al 2010, consigliere di big come Saint Gobain, Vallourec e senior advisor di Suez environnement e Sia conseil.

È stato lo stesso Della Valle, che a metà agosto ha dichiarato di aver nella propria disponibilità, attraverso società controllate, l'1,9% di Mediobanca (rispetto allo 0,48% precedente), a smentire con una nota i rumor che lo davano in entrata nel consiglio di Piazzetta Cuccia al posto di Jonella Ligresti: «Tengo a precisare che Jonella Ligresti è una mia amica e che per me i valori dell'amicizia e della lealtà vengono prima di ogni altra cosa. Reputo quindi assolutamente infondate le voci relative a un mio ingresso in sostituzione» del presidente di Fonsai. Del resto l'ingresso dell'imprenditore della Tod's, secondo le regole della governance della banca d'affari, sarebbe stato possibile solo grazie all'uscita di un componente in quota al gruppo B, cioè dei soci industriali. Perciò quando ieri pomeriggio è entrata nel palazzo di Mediobanca Marina Berlusconi per incontrare l'amministratore delegato Alberto Nagel, qualcuno ha pensato a un suo possibile «passo indietro». Ma l'ipotesi è risultata infondata.

Oggi pomeriggio dunque il patto della banca d'affari indicherà la lista di maggioranza per il board, che scade con l'assemblea del 28 ottobre. Mentre entro il 3 ottobre dovrebbero presentare liste per il posto in consiglio riservato alle minoranza le fondazioni (che complessivamente detengono circa l'8% del capitale fuori patto) e Assogestioni. Nella lista del patto, come si è detto, le novità sono rappresentate dagli indipendenti dei gruppi B e C. Per i soci industriali nelle ultime settimane, oltre al nome della Magistretti, erano circolati anche quelli dell'imprenditrice Diana Bracco e di Cristina Rossello, segretario del patto di Piazzetta Cuccia, esperto di diritto societario che ha raccolto il testimone dello studio del «mitico» Ariberto Mignoli: ha lavorato per la decisione di Mediobanca di «anticipare» gli impegni sulla presenza delle donne in consiglio, che diventano dunque quattro. Anche con l'ingresso di Anne-Marie Idrac, indipendente per il gruppo C che sostituirà Antoine Bernheim. Bretone, con un curriculum che include anche la Ena, la scuola di alta amministrazione francese. Vincent Bolloré ieri si è limitato a fornire l'identikit: «È francese, donna, ha fatto un'eccellente carriera nel pubblico e privato ed è indipendente».

Il consiglio guidato da Nagel si riunirà invece in mattinata per approvare il bilancio 2010-2011. Secondo il consensus degli analisti, i conti dovrebbero chiudersi (dopo svalutazioni su Telco e Grecia) con un risultato in leggera flessione vicino a 360 milioni e la conferma del dividendo.

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