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Consiglio Intesa, l’ipotesi anticipo

MILANO — In attesa del via libera dei soci al nuovo statuto in Intesa Sanpaolo è iniziato il lavoro per il rinnovo dei vertici. Nelle scorse settimane ci sarebbero stati contatti tra Compagnia Sanpaolo e Fondazione Cariplo per le prime valutazioni e nei prossimi giorni, secondo alcune indiscrezioni, il tavolo si potrebbe allargare alle altre fondazioni azioniste di Ca’ de Sass, che dovranno indicare i loro rappresentanti per il consiglio di sorveglianza in scadenza con la prossima assemblea di bilancio.
Questa volta la partita sul rinnovo dei consigli della banca si sovrappone all’agenda politica. In aprile ci saranno infatti anche le elezioni del Parlamento e in alcune Regioni le amministrative. Scadenze a cui Intesa non vorrebbe sovrapporsi con il rinnovo delle cariche. E gli azionisti di Ca’ de Sass starebbero quindi ragionando sull’idea di anticipare le nomine. Per il momento sono stati condotti sondaggi riservati tra i principali soci, il cui esito lascerebbe aperta questa possibilità. Si tratterebbe, almeno secondo le intenzioni, di un anticipo breve dell’assemblea di bilancio. Invece che ad aprile inoltrato, i soci verrebbero convocati all’inizio di marzo per deliberare sul bilancio 2012 e sul rinnovo del consiglio di sorveglianza, a cui poi spetterà nominare il consiglio di gestione nella nuova configurazione prevista dalla statuto che sarà sottoposto al voto dell’assemblea lunedì prossimo a Torino. Il nuovo assetto vedrà una maggiore presenza di manager nel board. Tra Milano e Torino si sarebbe iniziato a parlare, oltre che delle date, anche delle persone da indicare per il rinnovo dei vertici. Scontata la riconferma alla presidenza del consiglio di sorveglianza per Giovanni Bazoli, mentre per il consiglio di gestione la scelta quasi certamente sarà definita a Torino. Il presidente della Compagnia di Sanpaolo, Sergio Chiamparino, starebbe già effettuando sondaggi e tra i nomi che stanno circolando per la guida del board operativo di Intesa, oggi in mano ad Andrea Beltratti, ci sarebbe quello di Gian Maria Gros Pietro.
Il tema dell’anticipo dell’assemblea era già arrivato al tavolo nella fase di preparazione della nuova governance di Intesa. L’ipotesi era quella di convocare entro fine anno un’unica assemblea per approvare lo statuto e procedere alle nomine. Ma ragioni di opportunità e tecniche avrebbero fatto tramontare questa ipotesi.
Che però non è stata del tutto accantonata e ora verrebbe riproposta come opzione per non sovrapporre la complessa partita sulle nomine ai vertici della prima banca italiana alle novità del voto politico e amministrativo, in modo da evitare che nelle designazioni da parte delle fondazioni per i due consigli ci siano spinte improprie. Va anche considerato che tra i grandi azionisti di Ca’ de Sass, è il caso della Fondazione Carisbo, c’è chi in primavera dovrà a sua volta rinnovare i vertici.

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