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Consigli finanziari. Italiani volonterosi

La consulenza finanziaria evolve. Non più solo consigli sugli investimenti e sulla gestione del patrimonio, ma una consulenza completa , con un team di specialisti sui diversi aspetti: fiscali, assicurativi, successori. «Per i consulenti si amplia il ventaglio delle competenze necessarie per offrire un servizio che costituirà il punto debole o di forza, su cui si vincerà o si perderà la competizione nel mondo del risparmio».

Spiega Marco Deroma presidente Efpa Italia l’Ente promotore degli standard formativi di qualità e certificatore delle competenze dei consulenti finanziari. Un fatto è certo: la massa di competenze necessarie non può concentrarsi sul singolo consulente. «Il mantra, infatti, è rifuggire dal consulente tuttologo e promuovere il collettore di competenze distinte e complementari. Il valore del professionista si misurerà sulla sua capacità di costruire un team di specialisti, assumendosi il ruolo di regista. Un grosso vantaggio per il cliente che avrà un unico referente e diversi professionisti specializzati su ogni tematica», spiega Nicola Ronchetti (Founder & Ceo di Finer Finance Explorer) che, per conto di Efpa ha condotto un’indagine sull’evoluzione del ruolo del consulente e del financial planner in Europa.

Il tema che è stato al centro del dibattito di convegni e tavole rotonde ad Efpa Italia 2019. Il meeting annuale che quest’anno si è tenuto a Torino. Il nuovo servizio, riguarderà i consulenti finanziari che operano sotto l’ombrello di un intermediario. I consulenti autonomi, invece, continueranno ad erogare consigli d’investimento personalizzati, ma gli asset dovranno poi essere acquistati direttamente dal cliente.

Le regole

Resta inteso però che in tutti i casi il costo della consulenza, come previsto dalla Mifid2, dovrà essere chiaramente esplicitato e non incluso nel costo del prodotto collocato. Pertanto, per i clienti sarà facile fare un confronto tra i servizi. «Dalla ricerca svolta in sedici paesi europei — aggiunge Ronchetti — emerge che la consulenza completa, cosiddetta olistica, è già una realtà per molti professionisti, ma non per tutti. Gli italiani con i tedeschi, francesi e gli abitanti della Repubblica Ceca esprimono il miglior potenziale, ma si sentono ancora impreparati. La loro onestà intellettuale va dunque riconosciuta e premiata, investendo sulla loro crescita professionale e sulla certificazione delle loro competenze». Ed Efpa, che da tempo è impegnata sul fronte della formazione e certificazione raccoglie la sfida. «Il nostro impegno adesso è rafforzare la conoscenza del mondo di Efpa presso i Regolatori nazionali ed europei , avviando un dialogo istituzionale e organizzando momenti di confronto con le singole Consob», aggiunge Emanuele Maria Carluccio Efpa Chairman (European Financial Planning Association).

Al momento sono di tre livelli i certificati Efpa , conseguiti in Europa da oltre 63 mila professionisti, di cui oltre sei mila italiani. «Oltre il 60% dei consulenti italiani certificati Efpa — aggiunge Deroma — hanno dichiarato di aver migliorato molto il rapporto con il cliente perché si sentono più padroni della materia, mentre per il cliente, il certificato Efpa è una garanzia di competenza. Il nostro obiettivo italiano è di arrivare ad avere ottomila consulenti certificati entro il 2022».

È importante anche pensare ai Millennial, la nuova generazione di investitori e di futuri consulenti. «Dalla ricerca emerge che la tecnologia favorisce la disintermediazione — conclude Ronchetti — e il rapporto dei più giovani con le istituzioni finanziarie è più distaccato,dunque, per dialogare con loro occorrono programmi di educazione finanziaria ad hoc e soluzioni mirate ai loro bisogni».

Patrizia Puliafito

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