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Congruità facilitata ai neo-professionisti

Studi di settore più leggeri per i giovani professionisti con “sconti” che nei primi anni di attività, quando gli introiti sono spesso ridotti al minimo, possono superare anche il 30 per cento.
Accogliendo una richiesta proveniente da tempo dalle categorie, e resa più urgente dalla perdurante crisi economica, la Commissione degli esperti chiamata ad aggiornare periodicamente la disciplina degli studi di settore, ha deciso due giorni fa di approntare un “correttivo” ad hoc per i giovani iscritti agli Albi da meno di sei anni.
Di solito, infatti, i neo-professionisti – avvocati, commercialisti, architetti e geometri, ma l’agevolazione sui compensi di Gerico dovrebbe essere allargata ad altri ordini – nella fase iniziale dell’attività collaborano con studi professionali già strutturati, percependo un compenso forfettario sensibilmente più basso rispetto a quello dei colleghi che vantano una maggiore anzianità.
Una disparità che la Commissione degli esperti ha scelto ora di riconoscere approvando questa sorta di “ammortizzatore professionale” il quale, in sostanza, introduce un coefficiente di calcolo destinato ad abbassare la soglia di congruità.
Per i giovani, dunque, sarà più facile dall’annualità 2012 essere in linea con lo studio di settore di riferimento ed evitare accertamenti da parte dell’amministrazione finanziaria.
Ma come funzionerà il correttivo che, dopo il parere non vincolante della Commissione, alla stregua dei correttivi anti-crisi e dei nuovi indicatori di coerenza per l’accesso al regime premiale, dovrà essere recepito in un provvedimento dell’agenzia delle Entrate?
Le prime simulazioni che Il Sole 24 Ore ha realizzato in relazione agli avvocati e nella presunzione di un’unica collaborazione (si veda la scheda sotto) indicano, alla luce delle istruzioni emerse nella riunione della Commissione, come il peso del correttivo decresce al crescere dell’anzianità professionale e, si presume, dei compensi ottenuti dal professionista.
Gli sconti, in altri termini, sono più elevati nei primi due anni di attività (l’esempio 1), quando i compensi orari fissati dallo studio di settore e le relative soglie di congruità applicate ai più giovani possono ridursi – mediamente – anche in misura superiore al 30% rispetto a quelli riferibili ai colleghi con maggiore anzianità professionale.
Il beneficio abbatte il numero delle “ore dedicate all’attività” in funzione delle quali si moltiplica il compenso orario, in base a parametri legati all’anzianità professionale e calibrati su tre range (0-2 anni; 2-4 anni e 4-6 anni). La riduzione, in definitiva, sarà minore tra i due e i quattro anni di età professionale e ancora più limitata tra i quattro e i sei anni.
Potrà ottenere il bonus, ad ogni modo, solo il giovane professionista che esercita l’attività in forma individuale ed esclusivamente presso altri studi (in assenza, quindi, di una propria struttura e di compensi corrisposti a terzi per prestazioni inerenti all’attività professionale).
La “stabile collaborazione” alla quale il correttivo si applica si determina qualora derivi dalla stessa almeno il 50% dei compensi. In presenza di altre collaborazioni, oltre a quella stabile, il peso del bonus sarà proporzionalmente ridotto.
Naturalmente quando il compenso orario calcolato sui dati dichiarati dal contribuente si colloca al di sopra della soglia base oraria (esempio 3) il correttivo non trova spazio.

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