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Confronto aperto sull’Imu

La riforma del catasto non dovrà produrre aggravi d’imposta. È quanto prevede un emendamento alla delega fiscale presentato dal Pd (primo firmatario Marco Causi) e approvato ieri dalla Commissione Finanze della Camera. In particolare con la modifica licenziata ieri viene espressamente chiarito che la riforma delle rendite catastali dovrà mantenere l’invarianza di gettito anche per l’Imu e non solo per l’imposta di trascrizione.
Nella revisione generale del catasto, inoltre, con un nuovo emendamento approvato ieri, è stata introdotta la possibilità per il contribuente di richiedere, in autotutela, una rettifica delle nuove rendite attribuite con obbligo di risposta entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza.
Sempre in materia di immobili via libera della Commissione anche a un emendamento della Lega (Maurizio Fugatti) che prevede particolari criteri per il processo estimativo di beni storici come, ad esempio, i gravi oneri di manutenzione e conservazione o il complesso di vincoli legislativi a destinazione, utilizzo, circolazione e restauro. Ma le novità sulla fiscalità degli immobili potrebbero non finire qui. Il Pdl punta a introdurre un principio che possa legare le tasse sulla casa, compresa l’Imu, alle capacità di reddito dei proprietari. Una sorta di progressività del prelievo che agisca non sull’aliquota ma su un sistema mirato di detrazioni che tuteli soprattutto le famiglie meno agiate, i pensionati, chi è in difficoltà con il mutuo. La proposta, che dovrà essere messa nero su bianco nella giornata di oggi, potrebbe ottenere anche il consenso del relatore alla ddl delega, Alberto Fluvi: «Ci stiamo ragionando, ma forse quella della delega non è la sede adatta. Ferme restando le rendite che non possono differenziarsi da contribuente a contribuente – ha spiegato Fluvi – per tutte le imposte che gravano su quelle rendite occorrerà tenere conto delle situazioni svantaggiate».
Sul fronte delle tax expenditure il Pd ottiene la garanzia che la revisione non potrà toccare gli sconti detrazioni legate ai redditi di lavoro o pensione nel futuro lavoro di sfoltimento delle agevolazioni fiscali. Con una proposta di modifica presentata dal relatore, inoltre, nel capitolo sulla governance del rischio fiscale viene ora previsto che tra gli incentivi riconosciuti alle imprese come minori adempimenti ci sia la possibilità di un interpello preventivo semplificato.
Confermata anche la non retroattività delle nuove regole fiscali e il loro legame con la riforma federalista del precedente Governo (si veda Il Sole 24 Ore di ieri), mentre si attende per oggi l’esame dei temi più delicati come la riforma delle sanzioni e la codificazione dell’abuso del diritto. Su questo aspetto si discute ancora all’interno della Commissione tra rilevanza penale o meno dell’elusione fiscale. E va registrata anche la posizione della commissione tributaria del Consiglio nazionale forense che chiede l’irrilevanza penale dei comportamenti elusivi comunque conformi alle norme e l’effettiva applicazione delle sanzioni solo al passaggio in giudicato della sentenza che abbia accertato l’abuso del diritto. Mantenere il rilievo penale vorebbe dire, secondo il Cnf, «introdure una disposizione irragionevole posta la netta distinzione tra le conseguenze tributarie e quelle penali di un comportamento economico». Maggiore consenso tra i deputati, invece, sulla possibilità di introdurre un intrepello preventivo facoltativo come aveva suggerito in audizione il Comandante generale della Guardia di Finanza, Saverio Capolupo.

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