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Conflitto di interessi su Camfin Tronchetti Provera indagato

Si erano promessi di rimettere le armi, di ogni tipo, comprese quelle legali. Eppure la loro contesa ha portato con sé qualche strascico, perché quando si mettono in allerta procure e Authority è poi difficile tornare indietro. La disputa che ha visto Marco Tronchetti Provera a lungo contendersi con la famiglia Malacalza i modi di gestione della Camfin, la holding che controlla la Pirelli, ha lasciato in eredità al manager della Bicocca un regalo non da poco: l’iscrizione nel registro degli indagati per il reato di omessa dichiarazione di conflitto di interessi, previsto dall’articolo 2.629 bis del Codice civile. L’accusa è nata da un esposto dei Malacalza e ha trovato eco nell’azione del pm Stefano Civardi che ha messo nero su bianco che il reato sarebbe stato commesso per ben due volte, nei consigli di amministrazione del 10 e del 29 agosto.
Nel primo, era stato deliberato con il solo voto contrario dei Malacalza di attribuire al presidente Tronchetti Provera l’incarico di definire le soluzioni tecniche per il rimborso entro dicembre 2012 di una tranche di un debito in scadenza per circa 130 milioni di euro. Mentre in quello successivo era stata confermata la scelta di dare i poteri a Tronchetti ed erano state discusse tre possibili soluzioni: i soci avrebbero dovuto o mettere i soldi di tasca propria attraverso un aumento di capitale, o vendere una parte delle azioni Pirelli oppure sostituire il vecchio debito con un nuovo debito (un bond convertibile in azioni della Bicocca). La scelta ricadde su quest’ultima opzione, provocando le ire della famiglia genovese che avrebbe preferito mettere i soldi piuttosto che chiederli alle banche e al mercato.
Da qui l’esposto in procura dei Malacalza contro Tronchetti, i suoi familiari e i consulenti impegnati nell’operazione, i cui interessi sarebbero stati in netto contrasto con quelli della stessaCamfin. Per i genovesi l’interesse di Tronchetti era di «mantenere saldamente il controllo della società, limitando quanto più possibile gli esborsi finanziari asostegno della stessa». La strada della ricapitalizzazione non sarebbe stata seguita perché «l’aumento avrebbe determinato il collasso del sistema di scatole cinesi (indebitate e prive di mezzi) », che permettono a Tronchetti di governare il gruppo Pirelli e di ricevere tutti i benefit che spettano al presidente e alla sua famiglia, dal jet privato ai rimborsi. Per i Malacalza l’interesse della Camfin era invece di avere non un nuovo debito, masoldi da parte dei soci. E Tronchetti avrebbe dovuto comunicare il conflitto di interessi e incaricare il consiglio di compiere le eventuali operazioni, senza assumerne la delega. Il consiglio a sua volta avrebbe dovuto motivare le ragioni e la convenienza dell’operazione per la Camfin. Dal canto suo, peraltro, Tronchetti Provera ha sempre sostenuto che i suoi interessi erano in linea con quelli della società.
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