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Confisca Ue per pc e cellulari

Per garantire la concorrenza del mercato Ue sarà necessario potenziare l’utilizzo delle cosiddette prove digitali e cioè consentire alla Commissione Ue di confiscare pc, tablet e smartphone. A dirlo è Margrethe Vestager, commissaria alla concorrenza dell’Ue in collegamento dalla Columbia University di New York con l’Università Bocconi di Milano, ieri durante l’incontro organizzato dalla Commissione Ue #Eudialogues, il primo incontro transatlantico Milano-New York per parlare di elusione fiscale, privacy e concorrenza.
La Vestager, interpellata ancora una volta sul caso Apple, ha poi artigliato nuovamente la pratica del tax ruling e cioè gli accordi tra lo stato e l’impresa per evitare le doppie imposizioni: «Le regole con cui lavoriamo servono a stabilire se un aiuto di un paese membro Ue è stato selettivo. Se i governi, infatti, decidono a livello fiscale di favorire un gruppo selettivo di individui o società questa selettività è illegale. E con il tax ruling», ha osservato la Vestager, «questo tipo di selettività è quasi automatica». La Vestager ha continuato, rispondendo alle domande degli studenti intervenuti, che «ogni stato Ue ha le sue aliquote fiscali e ogni stato è libero di stabilire quello che non può fare è stabilire di concedere benefici a una azienda e non ad altri. La concorrenza» secondo il commissario, «deve passare da un ingresso principale e non da quello secondario».
Osservando anche che il livello impositivo di molti stati membri è molto basso.

La riflessione del commissario è poi continuata sottolineando come l’attrattività di un paese e dunque del sistema della Comunità europea nel calamitare gli investimenti non può fermarsi alle sole aliquote fiscali: «L’ue rappresenta un mercato di 500 milioni di consumatori, con una ricerca e sviluppo di qualità, infrastrutture digitali e logistiche ottime. La situazione fiscale è sì più complessa. Ma se si dice che non si va in quel paese perché si paga il 20% di tasse sugli utili, l’80% di quegli utili continua a rimanere alla società, e non è poco», ha chiosato la Vestager.

Dello stesso avviso il premio Nobel per l’economia nel 2001 Joseph Stiglitz: «Se paghi lo 0,0005%in tasse ottieni dei vantaggi che tutti vorrebbero ma così tutti i paesi vanno in bancarotta».

Interpellata ancora nello specifico sul caso Apple la commissaria alla concorrenza non ha fatto previsioni sui tempi di conclusione della vicenda: «Le autorità Ue stanno ricalcolando le imposte e dovranno chiudere i calcoli nel mentre l’Irlanda presenterà l’appello alla Corte Ue. Passerà quindi del tempo anche per i tempi della Corte e difenderemo in quelle sedi le nostre tesi».

A rifare il percorso che ha portato il commissario alla concorrenza alla decisione su Apple ci pensa il senatore a vita Mario Monti, già commissario alla fiscalità prima e alla concorrenza poi che sanzionò Microsoft per violazione della concorrenza nel 2004, che ricorda: «Fu approvata una risoluzione contro la concorrenza fiscale ma contro la concorrenza fiscale dannosa. Nel 2002 fu approvata una risoluzione che prevedeva l’applicazione del trattato nel settore dell’imposizione fiscale. La risoluzione fu accettata dall’unanimità e si tratta della fiducia degli stati Ue che sanno che ogni decisione della Commissione Ue può portare alla Corte Ue ed è sottopota alla disamina della Corte. nessuna decisione è presa per motivi politici».

Cristina Bartelli

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