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Confisca penale batte ipoteca

La confisca penale prevale sull’ipoteca e quindi l’interesse pubblico del patrimonio sequestrato e aggiudicato allo stato sacrifica quello del terzo creditore.

È questa la conclusione raggiunta dalle sezioni unite civili della Corte di cassazione che, con la sentenza n. 10532 del 7 maggio, ha sciolto il «rebus» di dottrina e giurisprudenza alla luce delle norme contenute della legge di Stabilità 2013.

«Alla stregua di tale normativa», mette nero su bianco il Massimo consesso di Piazza Cavour, «in ogni caso, la confisca prevarrà sull’ipoteca».

Questo perché, la salvaguardia del preminente interesse pubblico giustifica il sacrificio inflitto al terzo di buona fede, titolare di un diritto reale di godimento o di garanzia, ammesso, ora, a una tutela di tipo risarcitorio.

Inoltre, il bilanciamento dei contrapposti interessi viene differito a un momento successivo, allorché il terzo creditore di buona fede chiederà, attraverso l’apposito procedimento, il riconoscimento del suo credito.

Fra l’altro, la legge n. 228 del 2012 (comma 198) amplia la platea dei soggetti legittimati all’azione ricomprendendovi i creditori muniti di ipoteca iscritta sui beni anteriormente alla trascrizione del sequestro di prevenzione, i creditori che prima della trascrizione del sequestro di prevenzione hanno trascritto un pignoramento sul bene, i creditori che, alla data dell’1 gennaio 2013 (entrata in vigore della legge), sono intervenuti nell’esecuzione iniziata con il pignoramento indicato.

Nel caso sottoposto all’esame della Corte è stato accolto, dopo la soluzione del contrasto di giurisprudenza, il ricorso del ministero dell’economia e delle finanze secondo cui i beni del contribuente oggetto dell’esecuzione non potevano essere pignorati in quanto appartenenti allo stato dopo la confisca.

Sono molti i chiarimenti forniti dal Collegio esteso in questa lunga e complessa motivazione. Prima di tutti i Supremi giudici ricordano che la legge di stabilità 2013 distingue a seconda che la confisca sia stata emessa prima o dopo il primo gennaio di quest’anno.

In particolare per i beni confiscati prima di questa data, la normativa compie una selezione ulteriore, a seconda che a tale data il bene confiscato sia stato assoggettato a procedura esecutiva, ma non sia stato ancora aggiudicato o trasferito, ovvero sia avvenuto, invece, il trasferimento o l’aggiudicazione, anche in via provvisoria.

Infatti, sui beni oggetto della procedura di prevenzione che alla data del 1/1/2013 siano già stati confiscati, ma non ancora aggiudicati, «non possono essere iniziate o proseguite, a pena di nullità, azioni esecutive» e gli oneri e pesi iscritti o trascritti (sui beni di cui al comma 194) anteriormente alla confisca sono estinti di diritto.

Su una posizione completamente diversa la Procura generale di Piazza Cavour che aveva chiesto, a conclusione della sua requisitoria del 26 febbraio scorso, di dichiarare inammissibile il ricorso presentato dal ministero contro il terzo creditore, una banca garantita da ipoteca.

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