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Confisca a misura di illecito

Confisca a misura di reato. L’area del profitto che può essere messa “sotto chiave” sulla base del decreto 231 del 2001 ha un’ampiezza diversa a seconda della fattispecie di reato presupposto. Lo sottolinea la Corte di cassazione con la sentenza n. 53430 della Sesta sezione penale, depositata ieri. La Corte, nell’affrontare la questione per quanto riguarda una società indagata per il reato di concorso in truffa, ha svolto un’analisi delle varie tipologie di illecito, partendo dal caso in cui l’attività illegale non comporta lo svolgimento di una controprestazione lecita da parte dell’ente: è il caso di una impresa criminale che si occupa di narcotraffico. Il profitto confiscabile allora coincide con l’intero valore del negozio, dal momento che è frutto integrale di un’attività illecita, mentre a mancare è qualsiasi costo scorporabile.
Per il reato di manipolazione del mercato, il profitto andrà invece commisurato al solo aumento di valore del titolo provocato dall’attività illegale, visto che la sola plusvalenza è riconducibile al reato e non potranno essere detratte le spese sostenute per il compimento di operazioni strumentali all’esecuzione dell’illecito.
Diverso è il caso della truffa o della corruzione per ottenere l’aggiudicazione di una commessa o di un appalto, nel contesto di un rapporto negoziale a prestazioni corrispettive. «Trattandosi di contratti validi inter pares e solo annullabili – osserva la Cassazione -, il profitto dovrà essere commisurato alla differenza tra l’intero valore del contratto e l’utilità effettivamente conseguita dalla controparte». Pertanto, in caso di appalto ottenuto in seguito a corruzione, non può essere definito illecito e dunque confiscabile, il profitto che deriva da una corretta ed effettiva esecuzione delle prestazioni svolte a favore delle controparti, anche se in presenza di un contratto instaurato illegalmente.
Quest’ultimo elemento va poi letto insieme a quello che considera assoggettabile a confisca l’effettivo incremento patrimoniale ottenuto per effetto dell’azione illegale.

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