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Confindustria, si va alla conta

di Roberto Bagnoli

ROMA — Per la presidenza di Confindustria si andrà alla conta in giunta. A questa conclusione sarebbero giunti i tre saggi Luigi Attanasio, Antonio Bulgheroni e Catervo Cangiotti dopo aver sentito tra ieri e oggi una cinquantina di imprenditori del nord in rapidi quanto intensi colloqui, 15 minuti a testa. Continuano intanto gli schieramenti come in una partita di risiko a favore di uno o dell'altro candidato con il Veneto di Andrea Tomat a favore di Alberto Bombassei e l'Emilia Romagna di Gaetano Maccaferri a favore (60% a 40%) di Giorgio Squinzi. Per il delicato ruolo di direttore generale ci sarebbe una convergenza per il segretario generale della Farnesina Giampiero Massolo che raccoglie il gradimento di entrambi gli schieramenti diventando così un forte elemento di coesione. In caso di vittoria di Squinzi un altro nome emergente è quello di Maurizio Tarquini direttore delle industrie del Lazio e di Roma e uomo di fiducia del presidente Aurelio Regina. Ma gli schieramenti regionali sono stati contestati dagli uomini dei due fronti. Per gli «squinziani» non è affatto vero che tutto il triveneto stia con Bombassei, infatti Udine ha votato con una delibera a favore di Squinzi e Vicenza non si è ancora espressa in quanto il suo presidente è all'estero. Per i «bombasseiani» il voto dell'Emilia Romagna vede sì 5 province su 9 a favore di Squinzi ma le quattro in minoranza sono le più importanti (Bologna, Parma, Piacenza, Modena) che pesano per il 70%. Tra le molte dichiarazioni incrociate emerse ieri raccogliamo quella dei «bombasseiani» pronti a giurare che il loro candidato non si ritirerà mai mentre gli «squinziani» tengono a precisare che «Giorgio» non ha mai promesso poltrone a nessuno, tanto meno la presidenza del Sole 24 Ore a Emma Marcegaglia. Nel gioco delle pedine a favore di uno o dell'altro ieri Ucimu e Federmacchine si sono spese per Alberto Bombassei assieme a Monza e Brianza mentre con Squinzi sono scese in campo l'Anie (elettronica) e probabilmente l'Anima (industria meccanica). Oggi si dovrebbe sapere qualcosa di più sull'orientamento di Federmeccanica che, almeno a parole, dovrebbe schierarsi con il suo ex presidente Bombassei con la stessa logica Federchimica si è spesa ovviamente per il suo attuale presidente Squinzi. Anche se la stima dei posizionamenti al momento è nettamente a favore di Squinzi (atteso per oggi il pronunciamento di Paolo Scaroni, numero uno di Eni) i giochi sono comunque sempre aperti a meno di qualche colpo di scena come il ritiro di Bombassei che tuttavia sembrerebbe escluso. Il patron della Brembo lotta infatti come un leone deciso ad andare fino in fondo alla conta dei 187 voti della giunta che il 22 marzo fischierà la fine di questa partita senza precedenti.
 

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