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Confindustria: segnali di «credit crunch» in arrivo dal territorio

di Nicoletta Picchio

Varare la delega fiscale e assistenziale entro l'anno. «Sarebbe grave se si ingenerasse nei mercati finanziari il sospetto che si voglia procrastinarne l'attuazione a dopo qualche scadenza elettorale». L'ha detto Giampaolo Galli, direttore generale di Confindustria, ai deputati delle Commissioni riunite Finanze e Affari sociali della Camera.

L'andamento degli spread già sconta una mancanza di credibilità del nostro paese. E guai se questo trend tra Bund e Btp andasse avanti: «è pericoloso», ha detto Galli, lanciando «l'allarme tsunami» sul credit crunch.

«Iniziamo a vedere segnali di allarme sul territorio, non generalizzati, a macchia di leopardo». Conseguenza dei problemi di funding che le banche europee e quelle italiane stanno registrando. Ecco perché, ha ripetuto il direttore generale di Confindustria ai deputati, «l'Italia non ha futuro in termini di crescita e di benessere se non si avvia un cambiamento radicale nella politica economica per contenere la spesa e ridurre il perimetro dello Stato».

Un ridisegno del fisco fa parte delle riforme indicate nel manifesto per la crescita presentato dalle imprese. Vanno ridotte le tasse su aziende e lavoratori («rischiamo di soffocare di tasse se questa situazione si trascina nel tempo» dice Galli), e in un quadro complessivo di riforma le imprese sono anche disponibili ad una piccola patrimoniale ordinaria. Quanto alla delega fiscale e assistenziale, secondo Galli si tratta di «una nuova manovra di finanza pubblica», la cui attuazione è «essenziale per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 e mettere le basi per una riduzione stabile del rapporto debito-pil». Ma non è facile, ha aggiunto Galli, «individuare le voci che possono essere agevolmente eliminate o ridotte». Bisogna fare ogni sforzo, ma se si dovesse procedere ad aumenti di imposte, quelle indirette sarebbero le meno distorsive. Inoltre, chiedendo sacrifici ai cittadini, ci si deve interrogare su come si è arrivati fin qui: «Nell'ultimo decennio sono stati cancellati tutti i progressi fatti negli anni '90 in termini di saldo primario, con un peggioramento la cui intensità ha un solo precedente nei primi anni Settanta» e la spesa pubblica è passata dal 41,8% al 46,7 per cento.

Ecco perché servono riforme strutturali, come ha ripetuto ai deputati anche il presidente di Rete Imprese Italia, Ivan Malavasi, nell'audizione di ieri, presentando il manifesto delle imprese. E sulle proposte per migliorare il paese i Giovani di Confindustria, in vista del convegno di Capri del 21-22 ottobre, hanno lanciato l'iniziativa "Alziamo il volume, diamo voce al futuro", promossa con MTV e il Gruppo 24 Ore (si vedano i rispettivi siti) per raccogliere le idee dei giovani tra i 18 e i 30 anni. Le migliori saranno presentate durante il convegno.

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