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Confindustria, Roma sceglie Squinzi

di Roberto Bagnoli

ROMA — Il corpaccione elettorale di Confindustria si sposta forse più velocemente del previsto verso la candidatura di Giorgio Squinzi come successore di Emma Marcegaglia. Il titolare della Mapei e presidente dei chimici italiani ed europei, ha incassato l'appoggio ufficiale degli industriali di Roma e del Lazio, della Liguria, di Como e Lecco, per quanto riguarda le territoriali, di Federchimica e di Federacciai per le categorie. Anche Assolombarda si è espressa durante i colloqui con i tre saggi che conducono le consultazioni e, secondo indiscrezioni rilanciate dalle agenzie, sarebbero 16 i voti a favore di Squinzi e 4 a favore di Alberto Bombassei, che ieri ha incamerato i voti di Friuli Venezia Giulia e quelli della sua città: Bergamo.
Ma la posizione ufficiale nella corsa a due, da parte della più importante associazione confindustriale, resta bipartisan. «Noi non siamo un partito politico nè un sistema che fa le primarie – ha affermato il presidente di Assolombarda e di Saipem Alberto Meomartini – non ci schieriamo mai formalmente per l'uno o per l'altro, in giunta votano le singole persone non l'associazione». La partita tra i due candidati non sembra, dunque, chiusa.
Ieri Squinzi ha incontrato a Roma l'amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni per presentare il programma e la sua visione della futura Confindustria. Un colloquio sicuramente strategico per definire la geometria degli schieramenti. L'Eni, specialmente dopo l'uscita della Fiat da Confindustria, è diventata determinante e finora Scaroni ha mostrato apprezzamenti pubblici solo per Alberto Bombassei, anche se successivamente ha precisato di averlo fatto perché all'epoca – circa un mese fa- il patron della Brembo era l'unico candidato.
Vedremo nei prossimi giorni come si evolvono i posizionamenti. Sempre a Milano, tra i nomi forti che si sono spesi per Squinzi si registra quello di Fedele Confalonieri. «Sono per lui, è bravo e milanista – ha detto il numero uno di Mediaset – anche Bombassei è bravo, ma Squinzi è anche mio amico e in più è un grande sostenitore della musica». Polemica posizione quella espressa da Giuseppe Pasini, presidente di Federacciai che, da bresciano, si è dissociato dalla propria associazione (che ha appoggiato Bombassei) dando il proprio giudizio di preferenza per il patron della Mapei.
La novità «politica» forse più importante è il «bollo» definitivo che il consiglio direttivo della neo Unindustria e Confindustria Lazio, sotto la regia di Aurelio Regina, ha dato alla candidatura di Squinzi, dopo molti giorni di indiscrezioni. Rumors che attribuiscono a Regina un futuro ruolo di vicepresidente con le deleghe per le relazioni sindacali, nel caso vinca Squinzi. Il direttivo romano del «compound» associativo, diventato secondo dietro ad Assolombarda (superando Torino per l'uscita della Fiat), è durato due ore e mezzo, durante le quali avrebbe dato mandato a Regina di sostenere Squinzi con «larghissimo consenso». Negli interventi Franco Bernabè avrebbe invece confermato la sua preferenza per Bombassei. In giunta per Telecom voteranno l'ex direttore generale Stefano Pileri e l'ex presidente Gabriele Galateri.
Gli incontri dei tre saggi Antonio Bulgheroni, Luigi Atanasio e Catervo Cangiotti continuano: oggi saranno a Roma, poi a Firenze, da lunedì a Napoli. Nella prima settimana di marzo è previsto un giro con le associazioni di categoria tra le quali Federmeccanica, il cui presidente Pier Luigi Ceccardi sta consultando la base per raccogliere le preferenze. Da vagliare mancano ancora il Veneto, il Piemonte, l'Emilia Romagna, le Marche e l'Abruzzo. I giochi finali, nel segreto dell'urna il 22 di marzo.
 

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