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Confindustria, resteranno in due

MILANO Ventisette febbraio. Ecco una data importante per la scelta del nuovo presidente di Confindustria. Dove si ferma la maieutica dei saggi – impegnati ieri in Assolombarda e oggi a Roma a sentire gli umori degli imprenditori – potrebbe arrivare il clima ispirato che porterà settemila imprenditori al cospetto di papa Francesco. In piena «campagna elettorale» per la nuova presidenza. Un’occasione provvidenziale per il confronto e la ricerca di una quadra. Obiettivo: ridurre a tre (o meglio ancora a due) l’attuale rosa di quattro nomi.
D’altro canto i quattro candidati esporranno i ufficialmente i loro programmi soltanto il 17 marzo prossimo, a ridosso della votazione chiave del consiglio generale prevista per il 31 marzo.
A che punto siamo? Chi ha preso posizione?La Lombardia va in ordine sparso. Brescia sostiene – com’è ovvio – il presidente della sua territoriale, Marco Bonometti. Assolombarda, la più importante territoriale d’Italia con i suoi 19 voti suoi 196 del consiglio generale, si è schierata per il bolognese Alberto Vacchi. Che d’altra parte può contare anche sul supporto delle territoriali emiliane. I veneti incontreranno i candidati lunedì prossimo a Padova insieme con i «colleghi» del Nord Est (le territoriali di Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia). Obiettivo: mobilitare tutti i 30 voti per un unico nome. Il Nord Ovest (Liguria, Piemonte e Valle D’Aosta) ha ascoltato i candidati venerdì scorso. Poi c’è stata una cena a cui informalmente i vari presidenti hanno espresso pareri. Ma una posizione non è ancora stata presa. Sono espliciti, invece, gli endorsement a favore di Vincenzo Boccia provenienti dalla Piccola guidata da Alberto Baban oltre che dalle Confindustrie della Calabria e della Puglia. I Giovani guidati da Marco Gay avranno occasione di ascoltare i candidati il prossimo 26 febbraio.
Va tenuto presente, infine, che la formazione del consenso all’interno del consiglio generale avviene attraverso una matrice a doppia entrata. Da una parte ci sono i territori, certo. Dall’altra i settori. Confindustria Ceramica ha preso posizione per Vacchi. Come Sergio Dompé (Farmindustria). A breve la scelta di una categoria «pesante» come Federmeccanica. In grado di spostare gli equilibri.
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