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Confindustria: mercati a rischio il rigore del Tesoro è necessario

ROMA — Ed ora gli industriali si stringono attorno al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. La crisi della Grecia che incombe sull’Europa, i timori per il debito italiano messo sotto esame da Moody’s, e i sommovimenti nel governo causati dal voto amministrativo e referendario nonché dai proclami di Umberto Bossi stanno determinando un ritorno di voglia di rigore nella politica economica. Così la Confindustria, che solo qualche settimana fa in occasione dell’assemblea annuale si era messa di traverso al ministro, è uscita con una nota piuttosto netta con la quale ribadisce come «a fronte del grave deterioramento della situazione finanziaria internazionale» occorra «la massima coesione della maggioranza e di tutte le forze politiche per dare attuazione al piano di rientro dei conti pubblici predisposto da Tremonti» . Il piano, approvato dal parlamento, prevede -ricorda l’Associazione guidata da Emma Marcegaglia -«l’immediato inizio del percorso verso il pareggio di bilancio nel 2014 ed è stato avallato dall’Unione Europea con la raccomandazione che vengano corrette tempestivamente eventuali deviazioni» . Per questo motivo, «è essenziale che l’Italia mantenga fede agli impegni che si è assunta nei confronti della comunità internazionale. La credibilità e l’efficacia del piano di rientro saranno tanto maggiori quanto più incisive saranno le misure per la crescita, lungo le linee già previste nel Piano Nazionale per le Riforme» . Ma non basta, anche un imprenditore del calibro di Diego Della Valle non certo vicino al governo Berlusconi, stringe le fila attorno a Tremonti: il ministro «ha fatto un buon lavoro fino ad oggi, tenendo in ordine i conti del Paese» ha detto a Maria Latella che lo intervistava su Sky Tg24. La situazione dell’Italia, «non è certo quella della Grecia» , ha sottolineato il patron della Tod’s, ma bisogna ugualmente «fare in modo che i conti siano a posto e trovare delle formule che ci permettano di sostenere lo sviluppo. È una necessità che sento io come imprenditore ma la sentono, forse anche di più, gli operai e i neolaureati che devono trovare un lavoro» . Qualcosa, quindi, «bisognerà fare, tenendo però conto che se non abbiamo i numeri in ordine il nostro è un Paese che può avere dei problemi» . A prendere le distanze è invece il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni che sabato assieme al leader della Uil, Luigi Angeletti ha minacciato lo sciopero generale se il governo non varerà la riforma fiscale. «Occorre coniugare la linea del rigore con la giustizia sociale. Ecco perché chiediamo a Tremonti di inserire nella manovra anche la delega per la riforma fiscale» ha ribadito ieri, aggiungendo che l’Italia «deve continuare nella politica di rientro del deficit» , ma deve anche «imprimere una svolta abbassando le aliquote, alzando i salari e sostenendo le famiglie più deboli» . Per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, invece, il governo non deve invocare il rischio Grecia per varare la manovra da 40 miliardi. «Non è utile per nessuno alimentare l'idea che l'Italia, che ha ancora una struttura manufatturiera ed esportazioni solide, corre un rischio Grecia» .

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