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Confcommercio, Bankitalia e Ocse avvistano la ripresa

La parola d’ordine è ripresa. Coniugato in vari modi, colorato con sfumature diverse, il termine è stato ripetuto come un mantra nei saloni della Fiera di Rho-Pero, a poca distanza dall’area che fino a ottobre ospiterà l’Expo, dove ieri si è tenuta l’assemblea annuale di Confindustria. Il più 0,3% di crescita del Pil nel primo trimestre dell’anno, certificato dall’Istat a fine maggio, ha aperto a nuove speranze sulla fine della recessione.
Ieri lo ha sottolineato la massima autorità dello Stato: il presidente della Repubblica, Sergio Matterella, l’ha voluto ribadire nel messaggio indirizzato all’associazione dei commercianti italiani: «La vostra assemblea si apre quest’anno in una stagione di importante cambiamento, contraddistinta da una ripresa dell’attività economica anche in Italia». Ovviamente non basterà, senza ulteriori sforzi nelle riforme del governo e nell’azione per colmare i pesanti divari del Paese: «Ammodernare l’Italia – ha auspicato Mattarella – incrementare la produttività, aumentare l’occupazione, ridurre il preoccupante divario fra il centro-nord ed il sud del Paese ».
Dopo anni passati a lanciare grida d’allarme e chiedere incentivi ai consumi, anche il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha cambiato verso: «Oggi, finalmente, siamo davanti ai primi segnali di ripresa. Effettiva, seppure timida». Pure troppo a leggere con attenzione le sue parole: «Al di là delle statistiche, molte famiglie e imprese fanno ancora fatica a percepire la ripartenza dell’economia nella realtà quotidianità. Questa ripresa è come un temporale di cui sentiamo i tuoni e vediamo i lampi, ma qui la pioggia – per molte piccole imprese – non è arrivata».
Qualcosa più di un lampo l’ha sicuramente individuata l’Ocse: l’organizzazione ha comunicato i dati del Composite Leading indicator di giugno, che anticipa di 6-9 mesi l’andamento del ciclo economico. Ebbene, nell’area euro – scrivono – la dinamica di crescita continua a rafforzarsi, in particolare in Francia e in Italia.
Ma anche chi raccoglie dati macro in Italia soffia per alimentare il venticello dell’ottimismo. Bankitalia, per esempio: ieri ha parlato il direttore generale Salvatore Rossi. «Ciò che conta è quello che c’è dietro al più 0,3% del Pil: la voce investimenti spicca infatti con un più 1,5%. Un numero molto grande rispetto ai bisogni che l’industria necessitava. Prima il clima di fiducia non permetteva agli imprenditori di tirar fuori dal cassetto il piano investimenti, apparentemente questo è cambiato e speriamo che trovi conferma nei trimestri successivi». Una giornata, quella di ieri, in cui non ci sono state voci fuori dal coro. E’ ripresa anche per l’associazione degli albergatori legata a Confindustria, che ha comunicato un +3,6% di presenze del primo quadrimestre e buone prospettive per l’estate, anche grazie al traino dell’Expo.
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