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Condono, muro di Tremonti e Bossi

ROMA — Il cantiere del decreto Sviluppo procede a rilento tra l'idea di una «minipatrimoniale» e quella del condono, mentre nella legge di Stabilità spunta l'ipotesi di un prelievo dell'1% sulle baby pensioni.

Ieri ad Arcore Silvio Berlusconi ha incontrato il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, tenendosi in contatto con il sottosegretario all'Economia tremontiano, Luigi Casero. La sintesi tra le posizioni è difficile: il premier punterebbe ancora a recuperare risorse, si parla di 4 miliardi, tra l'altro con una minipatrimoniale, forse del 5 per mille, prevedendo una messa in sicurezza del Piano delle grandi opere. Il Cavaliere però non scarta il condono, magari da inserire nella delega fiscale. Ma la versione del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ieri confermata da un vertice con la Lega, resterebbe quella del decreto «a costo zero». Alla fine sul decreto Sviluppo potrebbe essere posta la fiducia.

Nel frattempo spunta il prelievo sulle baby pensioni nella legge di Stabilità, la cui approvazione potrebbe slittare oltre metà ottobre, insieme con il decreto Sviluppo. Oggi se ne occuperà il preconsiglio dei ministri. L'idea del contributo di solidarietà porterebbe poche risorse: qualche decina di milioni di euro. Il costo degli assegni a coloro che sono andati in pensione con meno di 50 anni, per la precisione 535.752, oggi si aggira sui 9,5 miliardi, 7 dei quali riguardano il pubblico impiego. Le pensioni concesse sotto i 50 anni sono concentrate al Nord: il 65% circa. Al primo posto c'è la Lombardia con 110.497 baby pensioni e una spesa di 1,7 miliardi, poi Veneto, Emilia Romagna e Piemonte.

Sempre nell'ex Finanziaria potrebbe rientrare un'ulteriore stretta sui privilegi residui dei fondi di previdenza speciali (elettrici, telefonici, ecc). E ancora, la proroga per il 2012 della tassazione agevolata al 10% sui premi di produttività e un piccolo stanziamento per l'edilizia scolastica e le borse di studio universitarie. Tra le richieste in lizza c'è anche quella del ministero del Lavoro di rifinanziare per almeno un miliardo gli ammortizzatori sociali e di abbattere i contributi sull'apprendistato, mentre è escluso un condono previdenziale. Resta in alto mare, e potrebbe essere tra i motivi del rinvio della legge di Stabilità, la ripartizione dei tagli da 7 miliardi ai ministeri.

Sul condono ieri si è registrato l'ennesimo scambio tra Casero e il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto. «La posizione del governo non è cambiata rispetto a venerdì. C'è una nota di Palazzo Chigi, e Cicchitto non è il governo ma rappresenta i gruppi», ha detto Casero. In mattinata Cicchitto aveva denunciato i «tabù ideologici» che inquinano la discussione sul condono; polemiche, aveva detto, «che non ci intimidiscono affatto, per cui non ritiriamo la questione». In serata Cicchitto ha rincarato la dose contro Tremonti, definito un «Savonarola» in una lettera pubblicata oggi sul Foglio. Sul piano tecnico il capogruppo, che ieri si è confrontato telefonicamente con Casero, ha precisato che l'ipotesi del condono «non va esclusa nel caso in cui non bastino le risorse che possono essere recuperate con interventi fiscali, con l'innalzamento dell'età pensionabile, con la vendita degli immobili».

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