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Condoni 2002, si apre la caccia

di Andrea Bongi

Si apre la caccia agli omessi versamenti dei condoni del 2002. Per il recupero di quanto dovuto scendono in campo sia l'agenzia delle entrate che le società del gruppo Equitalia. Via libera alle azioni esecutive sui beni dei debitori da parte dei contribuenti inadempienti al pagamento di quanto dovuto per l'accesso alle suddetta sanatorie fiscali e accertamenti in arrivo su chi, nonostante tutto, resiste nella morosità.

Il vero e proprio giro di vite finalizzato a far rientrare al bilancio dello Stato le entrate relative alle stagioni dei condoni di cui alla legge n.289 del 2002 è contenuto in un emendamento bipartisan, approvato in commissione bilancio del Senato, alla manovra di Ferragosto.

Il tentativo di riportare nelle casse dell'erario le somme dovute dai contribuenti che avevano aderito ad una delle forme di sanatoria varate per gli anni 2003 e 2004, secondo lo schema proposto dall'emendamento in commento, passa attraverso tre distinte fasi operative.

Una prima fase che dovrà essere compiuta, entro i trenta giorni successivi all'approvazione della manovra di ferragosto, di concerto fra agenzia delle entrate e società del gruppo equitalia, consisterà di fatto in una vera e propria ricognizione delle posizioni debitorie aperte. Si tratterà cioè di individuare ed identificare i singoli contribuenti e gli importo da ciascuno di essi ancora dovuto per tali casuali.

Terminata tale ricognizione, entro i successivi trenta giorni, le società del gruppo Equitalia provvederanno ad avviare, nei confronti di ciascuno dei contribuenti individuati, ogni azione coattiva necessaria al fine dell'integrale recupero delle somme dovute all'erario e non ancora corrisposte.

Tali azioni saranno finalizzati al recupero integrale delle somme ancora dovute maggiorate ovviamente degli interessi moratori nel frattempo maturati, concedendo una finestra a disposizione dei contribuenti fino alla scadenza del prossimo 31 dicembre 2011. Tale ultimo termine sarà comunicato ai contribuenti tramite apposita intimazione di pagamento che riepilogherà gli importi ancora dovuti e le maggiorazioni a titoli di interessi e sanzioni.

Nel caso in cui il termine del 31 dicembre 2011 dovesse trascorrere inutilmente senza il relativo pagamento da parte dei contribuenti morosi, allora l'emendamento alla manovra prevede l'avvio di una terza ed ultima fase operativa.

Quest'ultima consiste nell'irrogazione di una sanzione nella misura pari al cinquanta per cento delle somme ancora dovute da ogni contribuente alla quale si aggiunge anche una sanzione di tipo indiretto consistente nel controllo delle annualità successive a quelle oggetto di condono fiscale. Naturalmente potranno formare oggetto di controllo da parte dell'agenzia delle entrate o della guardia di finanza solamente i periodi d'imposta per i quali sono ancora aperti i termini per l'accertamento tenuto conto del mancato differimento dei termini di prescrizione dell'attività accertativa prevista proprio per i soggetti che avevano aderito ad una delle sanatorie fiscali anzidette.

Tali controlli dovranno essere effettuati, si legge nel testo dell'emendamento, entro il prossimo 31 dicembre 2012 e potranno interessare anche attività svolte dal contribuente tramite un identificativo fiscale diverso da quello indicato nelle dichiarazioni relative ai condoni della legge 289 del 2002. Ciò al preciso fino di intercettare anche quei contribuenti che nel frattempo, attraverso nuovi identificativi fiscali, hanno avvito nuove attività lasciando decadere quella oggetto di condono.

Si tratta dunque di un nuovo tentativo di riportare nel bilancio dello Stato le somme dovute a seguito delle adesioni ai condoni del 2003-2004. L'obiettivo è ambizioso ma doveroso al tempo stesso. Impensabile infatti, visto anche i tempi che corrono, pensare di abbandonare definitivamente una tale partita.

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