Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Condominio, la riforma gioca d’anticipo

La riforma del condominio è già cominciata. O, meglio, consente di giocare d’anticipo. Le nuove regole entreranno in vigore il 18 giugno – fra tre mesi esatti –, ma fin da subito i proprietari di casa e gli amministratori possono cominciare a tenerne conto.
Vediamo qualche caso pratico. Chi vuole modificare la destinazione d’uso delle parti comuni, per esempio trasformando in parcheggio una parte del cortile o dando in affitto la vecchia portineria in disuso, farà bene a sbrigarsi, perché con la riforma servirà una maggioranza rafforzata – e più difficile da raggiungere – pari a quattro quinti dei condòmini e dei millesimi (si veda l’articolo a destra). Chi sta pensando di installare i pannelli solari per produrre l’acqua calda destinata al proprio alloggio, invece, può già iniziare a informare l’amministratore, che avrà il tempo per suggerire eventuali alternative alla collocazione sul tetto o comunque per convocare l’assemblea e deliberare adeguate garanzie. E ancora, chi vorrebbe acquistare un impianto comune di videosorveglianza può iniziare a informarsi sui costi e a parlarne con gli altri condòmini: con la riforma il quorum scende (metà più uno degli intervenuti in assemblea che rappresentino metà del valore), mentre fino a oggi ci sono stati giudici che hanno chiesto l’unanimità.
L’incrocio tra la riforma e le vecchie regole del Codice civile del 1942 è in qualche modo inevitabile. Le nuove norme, infatti, si applicheranno in toto ai condomini costituitisi dal 18 giugno in poi, mentre per quelli già esistenti bisognerà coordinarle con le disposizioni regolamentari di ogni edificio, ferma restando la validità delle disposizioni “contrattuali”, preparate a suo tempo dal costruttore e allegate al rogito o comunque adottate all’unanimità.
La necessità di muoversi per tempo, invece, deriva dal fatto che per sfruttare molte delle novità ci vogliono procedure complesse e tempi lunghi. Pensiamo alla possibilità di staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato. La norma è decisamente criticabile, perché non tiene conto delle direttive europee e delle disposizioni di settore per il risparmio energetico (tant’è vero che ne è già stata chiesta la modifica, si veda l’articolo in basso), ma è fuor di dubbio che chi vuole sfruttarla deve attivarsi adesso. Per arrivare in tempo alla prossima accensione autunnale degli impianti, un condòmino potrebbe intanto farsi predisporre da un tecnico una perizia per provare che dal suo distacco non derivano aggravi dei costi né squilibri di funzionamento per gli altri proprietari, informando nel frattempo l’amministratore perché lo comunichi nell’assemblea più vicina.
In altri casi è l’amministratore ad avere la possibilità di anticipare la riforma, così da non farsi cogliere impreparato. Per esempio, può redigere la tabella con i giorni e gli orari di ricevimento e organizzarsi per l’apertura di un conto corrente condominiale: due buone prassi già abbastanza diffuse, ma non adottate ancora da tutti. Inoltre, può convocare l’assemblea di fine mandato – ove possibile – per approvare i rendiconti e iniziare a informare i condòmini morosi che con la riforma sarà obbligato ad adire le vie legali entro sei mesi per il recupero crediti, con la possibilità di sospendere l’erogazione dei servizi in caso di gravi ritardi.
Altri adempimenti sono documentali, ma non per questo meno importanti. L’amministratore può senz’altro iniziare a raccogliere i dati dei condomini e dei documenti tecnico-amministrativi e a predisporre i quattro registri richiesti dalla riforma: registro dei verbali delle assemblee, di nomina e revoca dell’amministratore, di contabilità e di anagrafe condominiale. Non solo: potrebbe anche iniziare a informarsi sull’opportunità di proporre ai condòmini l’attivazione di un sito internet su cui pubblicare in modo tempestivo e trasparente le informazioni sulla gestione dell’edificio e sulle spese.
L’articolo 1117-bis sarà poi di grande aiuto per disciplinare il supercondominio, figura giuridica frequente nei complessi immobiliari costituiti da più edifici: in questi casi, se manca una specifica regolamentazione, si applicherà la normativa sul condominio, eliminando così ogni dubbio. E se i partecipanti sono più di 60, ogni condominio può già designare il proprio rappresentante.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ancora un semestre di transizione per il gruppo Enel. La società leader del settore energia - nonc...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo un anno di trattative Unicredit, con accelerazione da pochi attesa, irrompe verso l’acquisiz...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A un certo punto della trattativa a un ministro dei 5 Stelle scappa detto che «qui crolla tutto»....

Oggi sulla stampa