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«Condizioni severe per l’ok antitrust»

Il via libera non sarebbe assolutamente da escludere, ma solo con «condizioni molto severe, basti pensare al caso Unipol-Fonsai».
Il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, pur riferendosi testualmente alle «concentrazioni» in generale, ha risposto così a una domanda sui possibili problemi antitrust derivanti da un’eventuale ingresso di Telecom in Metroweb. Sul punto il numero uno dell’Authority si è espresso ieri a Roma durante la presentazione di due libri – “In principio è la rete” del commissario Agcom, Antonio Preto, e “La regolazione delle comunicazioni elettroniche” di Stefano Mannoni, commissario Agcom fra 2005 e 2012 – il cui fil rouge sta proprio nell’analisi del quadro regolatorio e competitivo legato all’infrastruttura di rete, tanto più importante in un contesto di nuovi servizi e nuovi operatori – dai colossi del web in giù – che si stanno affacciando sulla scena.
Su questo sfondo e sulla scia dell’indagine conoscitiva sullo stato della banda larga “battezzata” a inizio novembre da Agcom e Antitrust, Pitruzzella non si è sottratto alla discussione su un deal possibile o al quale comunque Telecom ha iniziato a lavorare.
«Né l’Antitrust né l’Agcom sono state investite del tema per il momento. Bisognerà vedere nel concreto le regole di questo eventuale rapporto», ha detto, pur ammettendo però che un’ipotesi che molto si avvicinerebbe a quella di un matrimonio fra Telecom e Metroweb – che gli Olo di certo non vedono di buon occhio come dimostra il contemporaneo interesse di Vodafone – «è stata oggetto di valutazione nell’analisi dei mercati dell’accesso che abbiamo appena concluso insieme all’Agcom. Lì non abbiamo fatto nomi, ma viene riportato il caso dell’operatore che controlla la rete e vuole allargarla». Un caso come quello però, ha tenuto a precisare Pitruzzella, «meriterebbe una valutazione particolarmente seria da parte nostra». Per Unipol-Fonsai «sono stati posti limiti molto severi: la vendita di asset e un tetto del 30% a livello provinciale della quota di mercato». In ogni caso l’Antitrust «interverrà con sufficiente rigore» ha concluso Pitruzzella aggiungendo che è comunque «necessario assicurare la concorrenza, ma anche essere sensibili alla necessità di mantenere la capacità di investire».

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