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Concorsi, graduatorie prorogate

Le graduatorie dei concorsi pubblici in scadenza al 31 dicembre 2016 saranno prorogate. Lo slittamento dovrebbe essere di un anno, quindi fino a tutto il 2017, e lascerà in vita le speranze dei 4.471 vincitori di concorso e dei 151.378 idonei. A tanto ammonta, secondo l’ultima rilevazione della Funzione pubblica (disponibile sul sito www.monitoraggiograduatorie.gov.it) l’esercito di aspiranti dipendenti pubblici che bussa da anni alle porte della p.a.

Chi, come nel caso dei vincitori, forte di un vero e proprio diritto soggettivo all’assunzione, chi, come per gli idonei, potendo vantare solo un’aspettativa legittima a entrare nei ranghi della pubblica amministrazione. L’annuncio dello slittamento è arrivato dal ministro Marianna Madia che in risposta alla richiesta dell’Anci ha assicurato che le graduatorie dei concorsi pubblici verranno prorogate. Quasi sicuramente con il tradizionale decreto Milleproroghe di fine anno. «Ritengo che, prima della fine dell’anno, sia possibile perfezionare l’adozione di un provvedimento normativo che disponga la proroga di tutte le graduatorie dei concorsi pubblici in scadenza al prossimo 31 dicembre», ha assicurato il ministro all’Anci. Una formale assunzione di impegno che il neopresidente Antonio Decaro ha accolto con soddisfazione. «Si tratta di un segnale di attenzione verso molti cittadini, in particolare giovani, ed evidenzia l’impegno a migliorare la gestione del personale degli enti locali che deve trovare traduzione, come chiediamo, in un innalzamento della percentuale del turnover», ha commentato il sindaco di Bari che nei giorni scorsi aveva scritto una lettera al ministro per la semplificazione e la p.a. motivando la richiesta con la necessità di favorire, «nella prospettiva di riavvio delle procedure assunzionali nei comuni, economia procedimentale e speditezza amministrativa, tenendo anche conto delle legittime aspettative dei soggetti risultati idonei nelle procedure concorsuali».

La proroga delle graduatorie e l’innalzamento delle soglie di turnover sono due temi legati a doppio filo e l’Anci lo sa bene visto che ha espressamente richiesto al governo un incremento dell’attuale limite fissato al 25% delle cessazioni. La proposta dei sindaci prevede un turnover differenziato in base a fasce demografiche. La percentuale di dipendenti assumibili rispetto alle cessazioni, secondo l’Anci, dovrebbe salire al 50% nel 2017 e al 75% nel 2018 per tutti i comuni sopra i 5.000 abitanti che abbiano i conti in ordine, fino ad arrivare al 100% per i piccoli comuni (si veda ItaliaOggi del 15/10/2016). Va da sé che, qualora la stretta sul turnover non dovesse allentarsi, per gli enti sarebbe impossibile smaltire anche solo le graduatorie dei vincitori di concorsi. Figuriamoci i 150 mila idonei che da anni attendono certezze sul proprio futuro. Anche perché, com’è noto, gli aspiranti dipendenti pubblici potrebbero essere molti di più di quanto certificato dai dati della Funzione pubblica. Il ministero, infatti, censisce solo gli enti da cui abbia ricevuto comunicazioni sui concorsi espletati e sulle graduatorie in essere. Non tutti però trasmettono i dati a Palazzo Vidoni e infatti il data base ministeriale conta solo 4.093 enti sugli oltre 15/20 mila (tra comuni, regioni, province, asl, policlinici, ministeri, agenzie, enti di previdenza, istituti di ricerca, aziende autonome, università, camere di commercio, ecc.) che costituiscono la galassia della p.a.

Decreto dirigenza. Dopo la frenata in Conferenza unificata, la bocciatura del Consiglio di stato e i rilievi delle commissioni parlamentari, il decreto legislativo sulla riforma della dirigenza potrebbe imboccare la strada giusta. Ieri si è riunito il tavolo tecnico governo-autonomie che dovrà elaborare la proposta di modifica del testo in vista della prossima Conferenza unificata straordinaria convocata per il 27 ottobre. «Se l’Anci avrà le risposte che si attende, in particolare sul fondo per il pagamento dei dirigenti che finiscono in disponibilità e sulla maggiore rappresentanza di enti locali e regioni nella commissione per la tenuta dell’albo unico, l’intesa sul decreto attuativo della riforma Madia potrà arrivare già giovedì», ha auspicato il delegato Anci al personale (e sindaco di Chieti) Umberto Di Primio.

Francesco Cerisano

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