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Concorrenza, legge flop

Novecento giorni e sentirli tutti. Tanti, infatti, sono i giorni passati dalla presentazione della legge in materia di concorrenza «legge annuale per il mercato e la concorrenza» e la sua entrata in vigore, lo scorso 29 agosto, a seguito della approvazione definitiva del 2 agosto.

Un travaglio lento e non indenne da difficoltà di ogni sorta, quello riservato alla legge n. 124, cui la mediazione forzata e continuata ha sostanzialmente indebolito nelle misure più interessanti e incisive, per la concorrenza e la trasparenza del mercato del lavoro.

Questa sorta di ulteriore «Decreto Omnibus» ,ben 192 i commi di legge, disposti in un unico, inestricabile articolo, ha lasciato l’amaro in bocca a molti, consumatori in primis: in particolare per aver constatato quanto fosse ridimensionata la possibilità di vedere riformato, per esempio, un settore complesso e da tempo convulso come quello dell’energia, la cui liberalizzazione è stata rinviata, precipuamente, al 2019.

La patata bollente viene così lasciata, in generosa concessione, al prossimo esecutivo.

Come detto, sono molte le misure in campo da ormai venti giorni (benché per molte si debbano attendere ancora i documenti di prassi attuativi, al fine di renderle effettivamente operative), tra le quali spiccano su tutte le, pubblicizzate, riforme in materia di Rc auto e contratti di telefonia.

Parimenti, però, hanno trovato spazio anche alcuni provvedimenti relativi alle professionalità della nostra realtà lavorativa: circa 500 mila sono così i professionisti (tra gli altri: odontoiatri, avvocati, notai, iscritti a Ordini) che hanno visto la propria attività in qualche modo riformata.

E, se, per esempio, il comma 141 può apparire appassionante solo in maniera relativa nel suo permettere le associazioni tra avvocati e multidisciplinari costituite con altri professionisti, sicuramente di maggiore interesse pubblico risulta essere la possibilità di avere un notaio ogni 5 mila abitanti (contro il precedente parametro di 1 su 7 mila), ma soprattutto l’introduzione di una serie di obblighi proprio per i professionisti, disposti al fine di incrementare la percezione e l’effettività della trasparenza sul mercato (si veda altro articolo in pagina).

Manola Di Renzo

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