Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Concordato senza segreti

Le sezioni unite della Cassazione (sentenza 1521/2013) erano chiamate a decidere su due profili di rilevante importanza nell’interpretazione della disciplina del concordato preventivo, individuati nella rilevanza e obbligatorietà dell’indicazione della misura percentuale del soddisfacimento dei creditori, e nel definire i limiti entro i quali il requisito della fattibilità potesse essere suscettibile di sindacato da parte del giudice.
Con riferimento al primo profilo la Suprema corte esclude che l’indicazione di una percentuale di soddisfacimento dei creditori da parte del debitore possa in qualche modo incidere sull’ammissione del concordato e, con specifico riferimento alla proposta di concordato per cessione di beni, afferma che la percentuale di pagamento eventualmente prospettata non è vincolante, salva l’assunzione di una specifica obbligazione in tal senso.
Nel definire i limiti del potere di indagine del tribunale, in relazione alla sussistenza del requisito di fattibilità del piano, la Corte precisa che il controllo del giudice, sulla fattibilità è limitato alla fattibilità “giuridica” con esclusione di quella “economica”, il cui sindacato è riservato in via esclusiva ai creditori. Sindacato di fattibilità economica che riguarda in primo luogo la valutazione sull’effettivo raggiungimento della percentuale di soddisfacimento indicata nella proposta.
La Cassazione sottolinea come tale giudizio può essere ritenuto correttamente e legittimamente formulato solo quando i creditori ricevono una puntuale informazione circa i dati, le verifiche interne e le connesse valutazioni. In caso di difetto di informazioni sulla fattibilità del piano scatta il rigetto della domanda. Fattibilità giuridica che non esaurisce però l’ambito del controllo di fattibilità del tribunale, dato che la corte si interroga se sia consentito un intervento del tribunale, anche contrastante con le indicazioni ed il giudizio del professionista attestatore una volta verificata «l’assoluta impossibilità di realizzazione» del piano.
Quesito a cui la corte fornisce una risposta positiva qualora sia manifesta l’irrealizzabilità della causa concreta della procedura di concordato; quest’ultima, da intendere come obiettivo specifico perseguito dal procedimento. Causa che non ha contenuto fisso e predeterminabile, essendo dipendente dal tipo di proposta formulata, pur se inserita nel generale quadro di riferimento, finalizzato al superamento della situazione di crisi dell’imprenditore, da un lato, e all’assicurazione di un soddisfacimento, sia pur ipoteticamente modesto e parziale, dei creditori, da un altro
Il diritto dei creditori ad essere compiutamente informati e soddisfatti in misura sia pur minimale in tempi ragionevoli, ponendosi in rapporto di corrispettività con quello dell’imprenditore a regolare la propria crisi d’impresa, integra la causa concreta del concordato la cui manifesta irrealizzabilità è soggetta al controllo di legittimità/fattibilità del tribunale.
La decisione evidenza il tentativo (riuscito) della Corte di individuare un corretto bilanciamento dei diversi e contrapposti interessi in gioco, nell’ambito di una disciplina del concordato «caratterizzata da connotati di indiscussa natura negoziale», in cui sono però «individuabili evidenti manifestazioni di riflessi pubblicistici, suggeriti dall’avvertita esigenza di tener conto di interessi di soggetti ipoteticamente non aderenti alla proposta, ma comunque esposti agli effetti di una sua non condivisa approvazione». La sentenza è pertanto intervenuta in un panorama giurisprudenziale caratterizzato da divergenze sull’ambito di controllo del tribunale sulla fattibilità del piano.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un balzo in avanti. In parte previsto, ma che comunque apre una prospettiva diversa rispetto al pess...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Decontribuzione dal 50 al 100% per i lavoratori che usciranno dalla cassa integrazione del settore t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dica la verità, senatrice Bongiorno, ma la Lega vuole davvero i fondi del Recovery che sono legati ...

Oggi sulla stampa