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Concordato preventivo ridotto

Un nuovo paletto sul concordato preventivo. Quando il piano prevede la cessione dell’azienda in crisi o di un suo ramo a una parte correlata, il tribunale potrà stabilire un termine fino a 60 giorni entro il quale potranno essere presentate offerte concorrenti per l’acquisto. La decisione del giudice fisserà anche il rilancio minimo e la modalità di presentazione delle offerte (che saranno irrevocabili).

Qualora pervengano proposte migliorative rispetto a quella indicata nel piano, il debitore potrà sciogliersi dagli impegni contrattuali già assunti con l’acquirente e accettare la maggiore offerta. In questo modo sarà possibile massimizzare il tasso di recupero dei creditori concordatari. È quanto prevede la bozza di decreto-legge sull’Investment compact (anticipato da ItaliaOggi di ieri), che sarà esaminato la prossima settimana dal consiglio dei ministri. Il provvedimento va a inserire nella legge fallimentare l’articolo 163-bis, dedicato proprio al tema delle offerte concorrenti nei concordati. Modifiche in arrivo pure in materia di finanziamento e continuità aziendale (ex art. 182-quinquies l.f.): in tali ipotesi non si applicheranno le norme penali in materia di usura previste dall’articolo 644 c.p. L’obiettivo, spiega la relazione del governo, è quello di far nascere un mercato indipendente per il finanziamento dell’impresa in crisi. Ma tale mercato «si potrà sviluppare solo nella misura in cui sarà possibile per gli operatori praticare tassi di interesse adeguati rispetto al livello di rischio che questo tipo di finanziamenti comporta». Le norme italiane in materia di usura di fatto impediscono l’applicazione di tassi così elevati. Da qui la deroga, che sarà esercitabile solo sotto la supervisione del tribunale.

Accordi preventivi. Nella nuova bozza predisposta da palazzo Chigi emergono ulteriori elementi tecnici riguardanti i «ruling» con lo Stato sottoscritti dalle imprese che intendono avviare in Italia grandi investimenti (almeno 500 milioni di euro). Gli accordi tra le aziende e le p.a. saranno stipulati ai sensi dell’articolo 11 della legge n. 241/1990, al fine di garantire la certezza giuridica e la tutela degli investimenti. Si riduce ulteriormente la tempistica per l’intesa: dai 180 giorni ipotizzati originariamente si passa a un massimo di 120.

Industrial development bond. In arrivo una nuova tipologia di strumenti di debito, che potranno essere emessi da reti di imprese e start-up innovative. Il taglio massimo dei titoli sarà di 5-10 milioni di euro. I bond potranno essere sottoscritti esclusivamente da investitori qualificati.

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