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Concordato più comodo

La visura camerale non sarà pregiudizievole nella fase esecutiva della procedura. Cambiano le regole per la rappresentazione al Registro imprese della situazione anagrafica e attuale delle attività che hanno ottenuto l’omologazione di una proposta di concordato preventivo. I dati delle camere di commercio e le informazioni desumibili dalle visure camerali si allineano alle disposizioni della legge fallimentare. Per la verità la modifica disposta dal ministero dello Sviluppo economico, con la circolare n. 3721/C del 21 maggio 2019, arriva con ben dodici anni di ritardo; poiché l’art. 181 della legge fallimentare (modificato dal dlgs. 169/07), prevede già dal 2007 che «La procedura di concordato preventivo si chiude con il decreto di omologazione ai sensi dell’articolo 180». Eppure, sino ad oggi, le Camere di commercio – anche dopo il decreto di omologazione della procedura e, quindi, nella fase esecutiva – non hanno mai dato evidenza della variazione di stato delle società tornate in bonis. Nell’anagrafica delle imprese interessate, infatti, risulta in chiara evidenza il nome del commissario giudiziale il quale addirittura viene rappresentato come legale rappresentante dell’impresa e appare l’evidenza che l’impresa è sottoposta alla procedura concordato preventivo.Con la nuova circolare n. 3721/c avente ad oggetto la rappresentazione, nelle visure rilasciate dal registro delle imprese, del concordato preventivo dopo il decreto di omologazione, il Mise, partendo dalle segnalazioni di diversi uffici del registro imprese per la constatazione che nelle suddette visure la procedura di concordato preventivo risulta pendente anche dopo l’emissione del decreto di omologa, nonostante l’art. 181 della legge fallimentare. Proprio le segnalazioni di alcuni giudici delegati che hanno evidenziato come una semplice modifica alla composizione grafica delle visure camerali avrebbe potuto porre rimedio al problema, evitando così che in coloro che consultano le visure sorga l’erroneo convincimento della persistenza della pendenza della procedura successivamente al decreto di omologa ha portato il ministero alla emanazione della circolare concordata con l’Unioncamere e Infocamere.

La situazione paradossale è che, attualmente, nella parte anagrafica della prima pagina della visura l’informazione resta presente in bella vista ed anche nel blocco della visura relativo alle procedure concorsuali.

Nella sezione «Dati anagrafici» appare l’evidenza della scritta «Procedure in corso Concordato preventivo», mentre del blocco delle procedure concorsuali vengono esposti i dati della procedura oltre ad altre informazioni quali la data di iscrizione procedura, la data del provvedimento, la data di omologa.

Diversamente da tali dati non vengono quasi mai iscritte al Registro imprese la date di revoca della procedura e di avvenuta esecuzione, in quanto il loro inserimento porta all’oscuramento di tutte le informazioni sul concordato preventivo, sia nel corpo visura, sia nella prima pagina.

Con le nuove istruzioni è stato preso atto della comunicazione distorta, che penalizzava le imprese non più assoggettate a concordato preventivo; sono state dettate nuove modalità di rappresentazione dei dati.

La finalità è rendere più evidente, dalla consultazione della visura ordinaria, successivamente all’omologa del concordato preventivo e fino al completamento dell’esecuzione dello stesso, che l’impresa si trova nella fase di esecuzione della proposta.

Nella prima pagina della visura ordinaria è stata eliminata la dicitura di esistenza di concordato preventivo, lasciando la prima pagina senza alcuna informazione circa l’esistenza del concordato preventivo; nel corpo visura, nel blocco relativo alle procedure concorsuali, dove è riportato lo stato di omologa del concordato preventivo e la relativa data, è stata aggiunta, invece, una scritta fissa: «concordato preventivo in fase di esecuzione».

Marcello Pollio

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