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Concordato in bianco col notaio

Notaio necessario anche nel concordato in bianco. Nel concordato con riserva i contratti in corso sono scioglibili solo dopo il deposito di piano e proposta definitivi. Luogo di convocazione dell’assemblea svincolato dalla sede sociale. È quanto emerge dagli studi del Notariato n. 100 e 98/2013/I in tema di «Domanda di concordato in bianco» e «luogo di convocazione dell’assemblea», approvati dalla commissione studi d’impresa il 19/2/13.

La presenza obbligatoria del notaio. Come ricordato anche dalla giurisprudenza di merito (trib. Modena 28/11/2012), nella presentazione della domanda del concordato in bianco di cui al dl 83/2012 convertito con l. n. 134/2012 deve intervenire il notaio. Nella fattispecie, infatti, il pubblico ufficiale sarà chiamato a redigere e depositare il verbale attestante l’avvenuta deliberazione della domanda di concordato. Ciò in quanto il quarto comma del novellato articolo 161 l.fall. dispone che per la società la domanda di concordato con riserva deve essere approvata e sottoscritta a norma dell’art. 152, c. 3, l.fall. e non rileva che tale ultima disposizione contempli l’approvazione «della proposta, e delle condizioni del concordato» e non della domanda.

Scioglimento dei rapporti in corso. Seppure nei dubbi sollevati dalla disposizione letterale dell’art. 169-bis (che parrebbe consentire al debitore, nel ricorso di cui all’art. 161, lo scioglimento dei contratti in corso e quindi in sede di preconcordato) secondo il Notariato tale richiesta è legittima solo dopo che siano stati depositati la proposta e il piano definitivi. Sarebbe, infatti, si legge nello studio «assurdo decidere per un’autorizzazione produttiva di effetti che potrebbero essere in ipotesi anche gravemente pregiudizievoli per i terzi contraenti, effetti per di più definitivi, «al buio» o comunque sulla base di piani non impegnativi, tali essendo anche quelli sommari che fossero presentati prima di quelli definitivi».

Compatibilità della domanda con riserva con l’accordo di ristrutturazione dei debiti e con il concordato con continuità aziendale. A riguardo secondo il Notariato risulta:

1) possibile, e in questo senso va letta la disposizione della seconda parte del c. 5 dell’art. 161, l.fall., presentare in via subordinata al ricorso «in bianco», la richiesta di accordo di ristrutturazione dei debiti completo della documentazione prevista dall’art. 182-bis, l.fall.

2) incompatibile, la domanda in bianco ex art. 161, c. 6, con il concordato in continuità aziendale.

L’indicazione del luogo di convocazione dell’assemblea. Esaminando la diversa regolamentazione, almeno sotto il profilo letterale, dei due modelli societari, lo studio approfondisce la valenza dell’indicazione del luogo di convocazione dell’assemblea nella srl (art. 2479-bis, c.c.) laddove salvo diversa disposizione dello statuto, l’assemblea è convocata presso la sede sociale, mentre nella spa (art. 2363, c.c.) se lo statuto non dispone diversamente, l’assemblea è convocata nel comune dove ha sede la società. Ciò in relazione alle conseguenze sanzionatorie che possono verificarsi in caso di irregolare o inesistente convocazione sotto il profilo della nullità o annullabilità delle delibere conseguenti ex art. 2377 e 2379 c.c. Il Notariato, in proposito precisa che l’indicazione del luogo è meramente strumentale alla informazione del socio e deve consentire allo stesso di intervenire all’assemblea, pertanto viene fatta sempre salva l’assemblea totalitaria anche se tenuta in un diverso luogo di convocazione rispetto alle previsioni dello statuto o anche nel caso di svolgimento in luogo diverso da quello previsto nell’avviso di convocazione.

Nello studio, poi, si precisa che nella spa sarà opportuno, se non necessario, indicare sempre l’esatta via e numero civico in cui si terrà l’assemblea, evitando generiche dizioni anche se di richiamo alla sede sociale. In ogni caso in merito alle conseguenze di una convocazione che ometta di indicare il luogo della riunione, l’avviso non è mancante e quindi la deliberazione non è nulla se consente a coloro che hanno diritto di intervenire di essere preventivamente avvertiti dell’assise. In pratica, per il Notariato, l’essere avvertiti della convocazione, per i soci, varrebbe come essere posti nella condizione di parteciparvi, intendendosi «avvertiti delle materie da trattare, del giorno dell’ora e del luogo ove si svolgerà l’assemblea». Si dovrebbe pertanto ritenere che, a fronte di una informazione minima ricevuta dal socio, ossia la notizia che si svolgerà un’assemblea e la data in cui si svolgerà, spetti al socio raccogliere le altre informazioni utili per parteciparvi, non potendo diversamente il socio invocare la nullità di una deliberazione alla quale «con un po’ di sforzo avrebbe potuto partecipare» in ossequio al principio di buona fede.

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