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Concordato, fisco alleggerito

Possibilità di concordare un abbattimento dei debiti fiscali, compresa l’Iva, nell’ambito delle procedure concorsuali. L’imprenditore in stato di crisi che propone ai creditori un piano di concordato preventivo può proporre, con lo stesso piano, il pagamento, parziale o anche dilazionato, dei tributi e dei contributi previdenziali.

L’imprenditore soggetto a concordato preventivo potrà proporre l’abbattimento di tutti i crediti erariali (oltre che, come detto, dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie e dei relativi oneri accessori) in funzione dell’effettiva capienza del proprio patrimonio, sulla base di una relazione giurata di un professionista qualificato e pur sempre nel rispetto dell’ordine delle cause di prelazione. La chance si estende a tutti i crediti erariali, Iva compresa, nonostante l’imposta sul valore aggiunto sia assoggettata a vincoli di indisponibilità da parte dell’Unione europea. Ciò in quanto, come del resto ammesso dalla stessa Corte di giustizia Ue (sentenza 7 aprile 2016, causa C-546/14) il mancato recupero dell’intero ammontare dell’imposta è da considerarsi compatibile con il diritto comunitario laddove risulti, da un’attestazione di un professionista indipendente, che l’erario non potrebbe ottenere un pagamento maggiore in caso di fallimento. La novità è contenuta in un emendamento alla Manovra presentato dal deputato di Area Popolare Paolo Tancredi e approvato ieri dalla commissione bilancio della camera in una nuova formulazione.

La proposta di modifica prevede, nell’ipotesi di crediti erariali privilegiati, che, in caso di proposta di abbattimento, l’importo residuo venga degradato al rango di credito chirografario e inserito in un’apposita classe ai fini del voto, in modo da assicurare all’erario la legittimazione ad opporsi all’omologazione del concordato per ragioni di non convenienza della proposta. L’espressione del voto sul credito tributario spetterà all’Agenzia delle entrate, indipendentemente dal fatto che i crediti siano stati o meno affidati o consegnati all’agente della riscossione.

La giornata di ieri in commissione bilancio ha visto l’approvazione di un sostanzioso pacchetto di emendamenti soprattutto in materia fiscale. Tra cui si segnala la proposta di modifica che consente alle aziende con flotte di auto e camion di pagare il bollo auto con un unico versamento cumulativo.

La norma precisa che i pagamenti cumulati dovranno essere effettuati a ciascuna regione rispettivamente nel luogo di immatricolazione dei mezzi. Finora questa possibilità era riservata solo alle società di leasing automobilistico.

La commissione, dopo una maratona notturna, concluderà oggi i lavori per poi far approdare il testo in aula. La conferenza dei capigruppo ha stabilito che Montecitorio inizi a esaminare il ddl bilancio domani mattina quando dovrebbe arrivare anche la richiesta di fiducia da parte del governo. Il voto finale sulla Manovra è invece previsto per lunedì prossimo alle 16.

Vediamo gli altri emendamenti che hanno ricevuto il disco verde ieri.

Iva su bovini e suini. Sara’ esteso al 2017 l’aumento delle percentuali di compensazione Iva applicabili agli animali vivi della specie bovina e suina, fissate rispettivamente fino al 7,7% e all’8%. La misura, approvata per la prima volta nell’ambito della legge di stabilita’ 2016, rappresenta uno strumento di sostegno alla competitivita’ delle imprese zootecniche che sono costrette a confrontarsi sul mercato globale e avrà un costo di 20 milioni.

Incentivi a Onlus che distribuiscono cibo gratis. Viene previsto un contributo del 15% del prezzo di acquisto, fino a 3.500 euro, per le Onlus che distribuiscono gratuitamente cibo e altri beni a fini sociali e per la limitazione degli sprechi. La norma prevede che il contributo sia versato al venditore «mediante compensazione con il prezzo di acquisto». A copertura degli incentivi viene istituito un fondo di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Bocciato l’emendamento Airbnb. Semaforo rosso, invece, per la norma sulle locazioni brevi, il cosiddetto emendamento «AirBnb». La commissione bilancio ha respinto la proposta che puntava a regolare il mercato degli affitti turistici delle case private, dopo il parere negativo di relatore e governo.

Francesco Cerisano

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