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Concordato, doppia domanda

La presentazione di una nuova domanda di concordato preventivo non costituisce rinuncia di quella precedentemente presentata sulla quale il tribunale non si è ancora pronunciato. Lo ha chiarito la Corte d’appello di Venezia pronunciandosi sul reclamo ex art. 18 l. fall. proposto da una società avverso il decreto di non inammissibilità a mente dell’art. 162 l. fall. e della separata sentenza di fallimento.

Una società, nei cui confronti pendeva istanza di fallimento, presentava richiesta di concordato in bianco e, nel temine assegnato, formula la proposta di concordato.

Il tribunale di Padova, sul presupposto che il debitore nel corso del «concordato in bianco» avesse compiuto atti di straordinaria amministrazione senza la necessaria preventiva autorizzazione, emetteva un decreto con il quale arrestava la procedura di concordato preventivo e, decidendo sull’istanza di fallimento pendente, dichiarava il fallimento. Il tribunale non dava rilevanza al fatto che il debitore, tra la data nella quale si era riservato di pronunciarsi ex art. 173 l. fall. e la data della sentenza di fallimento, aveva depositato una nuova domanda di concordato preventivo.

In primo luogo i giudici veneziani chiariscono che un atto è da classificare di straordinaria amministrazione e, quindi, nell’interesse della massa dei creditori soggetto al vaglio preventivo se potenzialmente in grado di incidere negativamente sugli interessi in questione. La Corte lagunare, non ritenendo che gli atti compiuti fossero riconducibili a quelli di natura straordinaria, con la sentenza 8/29 maggio 2014, ha revocato sia la sentenza n. 25/14 con la quale il tribunale di Padova aveva dichiarato il fallimento che il decreto con il quale il medesimo tribunale aveva dichiarato l’inammissibilità della domanda di concordato preventivo rimettendo gli atti al tribunale per il prosieguo della procedura di concordato in bianco inizialmente presentata. La Corte veneziana, anche se la problematica non ha rilevanza specifica nel caso esaminato, ha chiarito gli effetti della presentazione di una nuova domanda di concordato preventivo prima che il tribunale si sia pronunciato sulla precedente.

Per i giudici d’appello la presentazione di una nuova domanda di concordato «non si può infierire la volontà implicita della parte di abbandonare la domanda di concordato in bianco. Ciò non si deduce né dal comportamento processuale della parte che ha evidenziato una volontà contraria né, peraltro, si rinviene nell’ordinamento una norma che faccia discendere dalla presentazione di una nuova domanda di concordato la rinuncia di quella proposta anteriormente, ancorché si tratti di una proposta diversa nel contenuto».

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