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Concordato, corsia preferenziale

Corsia preferenziale per il concordato e moratoria di un anno per il pagamento dei debiti: se si può, è prioritario preservare la continuità aziendale. Mira, proprio, ad evitare che il fallimento e in genere le procedure concorsuali aggravino la situazione dell’impresa e a cercare di salvare il salvabile la parte del decreto sulla crescita, che dovrebbe passare in consiglio dei ministri questa settimana, relativa alla revisione della legge fallimentare. Tra le «misure urgenti per il riordino degli incentivi, la crescita e lo sviluppo sostenibile» si trovano alcune disposizioni che modificano la disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell’amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa. Vediamo in dettaglio di che si tratta.

Accesso alle protezioni. Prevista una corsia preferenziale alla procedura di concordato. Basterà il semplice ricorso per concordato preventivo, senza necessità di depositare contestualmente la vera e propria proposta di concordato e gli altri documenti di supporto richiesti dalla normativa attuale. Al debitore viene lasciato un termine ragionevole per la preparazione e il deposito della documentazione in un momento successivo. L’imprenditore potrà depositare il ricorso contenente la domanda di concordato, riservandosi di presentare la proposta, il piano delle attività e la documentazione necessaria (tra cui la relazione patrimoniale, economico e finanziaria, la stima delle attività e l’elenco creditori) entro un termine fissato dal giudice compreso fra sessanta e cento venti giorni e prorogabile, in presenza di giustificati motivi, di non oltre sessanta giorni. Nello stesso termine, in alternativa e con conservazione sino all’omologazione degli effetti prodotti dal ricorso, il debitore può depositare domanda di ristrutturazione dei debiti, ai sensi dell’articolo 182 bis, legge fallimentare. In mancanza, cessano gli effetti del ricorso a far data dal deposito. Dopo il deposito del ricorso e fino al decreto di ammissione alla procedura, il debitore potrà compiere gli atti urgenti di straordinaria amministrazione previa autorizzazione del tribunale, nonché atti di ordinaria amministrazione.

Finanza interinale. Lo schema di dl consente alle imprese di ottenere sin dalle primissime fasi della procedura l’erogazione di nuova finanza interinale: il credito servirà a pagare le forniture strumentali alla continuazione dell’attività aziendale in un contesto di stabilità. L’obiettivo è quello di fare in modo che il debitore possa proseguire l’attività d’impresa durante la fase preliminare di preparazione della proposta di concordato e poi successivamente durante tutta la procedura sino all’omologa del concordato stesso.

Concordato. Previsto un regime speciale per il caso di concordato con continuità aziendale: lo scopo è di preservare la gestione operativa dell’impresa e facilitarne l’emersione dalla crisi. Tra gli strumenti messi in campo si trova la possibilità di evitare la risoluzione dei contratti pendenti, nonostante qualunque patto contrario e consentendo di imporre una moratoria di un anno per il pagamento dei crediti privilegiati o garantiti.

Regime fiscale. Viene disposta l’irrilevanza da tassazione per riduzione dei debiti anche in caso di ristrutturazione ex articoli 67 e 182-bis legge fallimentare: si prevede inoltre che le perdite su crediti siano deducibili anche in tali casi e non solo in caso di procedure concorsuali.

Scioglimento società. Il decreto prevede di sospendere l’operatività della causa di scioglimento delle società per perdita del capitale qualora si scelga di ristrutturare il debito secondo una delle procedure previste dalla legge fallimentare.

Contratti pendenti. Si introduce una disciplina dei contratti pendenti, con la possibilità di risolvere tali contratti prevedendo un indennizzo per la controparte. Viene proposta l’introduzione dell’articolo 169-bis della legge fallimentare, dedicato ai contratti in corso di esecuzione. Il debitore, nel ricorso per essere ammesso al concordato, può chiedere che il tribunale o, dopo il decreto di ammissione, il giudice delegato lo autorizzi a sciogliersi dai contratti in corso di esecuzione alla data della presentazione del ricorso. Su richiesta del debitore potrà essere autorizzata la sospensione del contratto per non più di sessanta giorni, prorogabili una sola volta. In tali casi, l’altro contraente avrà diritto ad un indennizzo equivalente al risarcimento del danno conseguente al mancato adempimento. Tale credito sarà soddisfatto come credito anteriore al concordato. Questo non vale per i rapporti di lavoro subordinato nonché ai contratti preliminare di vendita trascritto avente ad oggetto un immobile ad uso abitativo destinato a costituire l’abitazione principale dell’acquirente o di suoi parenti ed affini entro il terzo grado ed anche al contratto di locazione d’immobili.

Ristrutturazione. Lo schema di decreto prevede che, in caso di accordo di ristrutturazione ex articolo 182-bis legge fallimentare i creditori estranei all’accordo debbano esser pagati non regolarmente, come prevede l’attuale normativa, ma entro 120 giorni dalla scadenza, o dall’omologa dell’accordo se già scaduti. Questa disposizione vuole dare un po’ di fiato e rendere meno pesanti gli oneri finanziari derivanti da tali accordi).

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