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Concordati in bianco, ai notai solo l’istanza

In caso di concordato con riserva il notaio è chiamato a ricevere la delibera contenente la sola domanda ex art. 161, 6 comma, legge fallimentare, e non la proposta di concordato in bianco. In quanto il ruolo del notaio è teso alla verifica dei poteri dell’organo deliberante al fine di una corretta e tempestiva informazione sullo stato di crisi sia dei soci che del pubblico mediante l’iscrizione nel registro delle imprese. Questo è quanto afferma il Consiglio notarile dei distretti di Firenze e Prato con la massima pubblicato sul proprio sito il 16 luglio scorso. Alla luce della recente introduzione del 6 comma, dell’art. 161 legge fallimentare, è sorto il dubbio su quale sia il ruolo del notaio nella fase introduttiva del concordato preliminare e in particolare quale sia l’oggetto della delibera che il notaio è chiamato a ricevere e ad iscrivere nel registro delle imprese. Come emerge dal testo normativo si è avuta una potenziale divaricazione tra «domanda» e «proposta», con la conseguenza che se prima era lettura condivisa che il notaio fosse chiamato a ricevere la dichiarazione degli amministratori (o la delibera assembleare) contenente non solo l’intenzione di presentare domanda di concordato preventivo, ma riportante, quanto meno, le caratteristiche salienti della proposta da formulare ai creditori. Oggi, alla luce del nuovo 6 comma, dell’art. 161 legge fallimentare, è ben possibile che gli amministratori (o i soci) decidano in una prima fase solo di accedere a una delle procedure previste dagli artt. 160 ss. e dall’art. 182-bis legge fallimentare riservandosi successivamente di specificare non solo i contenuti della proposta (che allo stato potrebbero non essere neanche abbozzati) ma anche quale procedura utilizzare per la miglior soluzione della crisi d’impresa. Ne consegue il dubbio circa il contenuto ed il momento dell’intervento notarile e precisamente:

a) se il notaio sia chiamato a ricevere la delibera contenente la sola domanda ex art. 161, 6 comma, legge fallimentare;

b) se il notaio sia chiamato a ricevere la sola delibera contente la proposta che verrà presentata nei termini previsti dal medesimo 6 comma dell’art. 161 legge fallimentare;

c) se il notaio sia chiamato a ricevere entrambe le delibere sia quella relativa alla sola domanda sia quella contente la proposta.

Il Consiglio notarile dei distretti di Firenze e Prato accoglie la prima tesi e precisamente il punto a). Sostenendo che il notaio ha solo il potere/dovere di verificare la legittimazione del dichiarante (o dell’organo deliberante) ad assumere una tale decisione non potendo entrare nel merito della proposta la cui valutazione è rimessa al giudice.

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