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Conclave al via, sfida per «quota 77»

La prima fumata arriverà tra le 19 e le 20, e molto probabilmente sarà nera. Così è avvenuto da secoli, e anche questa volta la tradizione dovrebbe (ma le sorprese possono sempre esserci) venire rispettata.
La giornata in cui parte il Conclave per eleggere il successore di Benedetto XVI inizierà con la messa “pro eligendo Pontifice” nella basilica di San Pietro, che sarà presieduta dal cardinale Decano, Angelo Sodano. Sarà la prima volta che l’ex segretario di Stato, influente porporato ultraottantenne, prenderà la parola dall’inizio della sede vacante (l’11 febbraio parlò di fronte a Ratzinger di «fulmine a ciel sereno» dopo la dichiarazione di rinuncia). Parole attese, quindi. Nel pomeriggio si entrerà nel cuore delle celebrazioni: alle 16.30 inizierà la processione dei cardinali elettori – chiusa del “decano under 80”, Giovanni Battista Re – dalla Cappella Paolina alla Sistina, dopodichè i cardinali giureranno (tutti insieme e poi singolarmente) e ascolteranno la predicazione del cardinale Grech. Verso le 17.30 è prevista la pronuncia dell’Extra Omnes, il “fuori tutti” dalla Cappella Sistina, da parte del maestro delle Celebrazioni monsignor Marini. È la venticinquesima volta che il Conclave si svolge nella Sistina, nello scenario dei capolavori pittorici di Michelangelo. Le regole delle votazioni e del generale svolgimento del Conclave sono tutte contenute nella Costituzione Apostolica “Universi Dominici Gregis”, pubblicata nel 1996 da Giovanni Paolo II e aggiornata da Benedetto XVI con il Motu Proprio del 11 giugno 2007, e con quello più recente del 22 febbraio 2013. Per eleggere il Papa sarà necessaria una maggioranza qualificata di due terzi dei cardinali elettori, pari a 77 voti. Non varrà più, quindi, l’ipotesi della maggioranza semplice della metà più uno degli elettori dopo 33 voti. In caso di raggiungimento del quorum l’elezione del Pontefice è canonicamente valida, e dal decano viene chiesto: «Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem?» (Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?) e a risposta affermativa, soggiunge: «Quo nomine vis vocari?» (Come vuoi essere chiamato?), domanda a cui il neo-eletto risponderà con il nome pontificale. Dopo l’accettazione si bruciano le schede nella stufa, mentre un’altra stufa viene utilizzata per i fumogeni in modo che da piazza San Pietro possa vedersi la fumata bianca.
Al termine del Conclave il nuovo Pontefice si ritira nella “stanza delle lacrime”, ovvero nella sacrestia della Cappella Sistina, per indossare per la prima volta i paramenti papali con i quali si presenterà in pubblico dalla Loggia delle benedizioni della Basilica di San Pietro. L’annuncio dell’elezione da parte del Protodiacono (questa volta il card. Tauran) avverrà circa 40-45 minuti dopo la fumata: dopo l’accettazione infatti in Sistina ci sarà l’omaggio degli eletttori un Te Deum. Oltre agli elettori saranno circa 90 le persone impegnate dentro i “recinti” del Conclave, tra personale ecclesiastico e laico (che ieri ha giurato di mantenere il segreto su quanto visto e sentito): tra gli altri è previsto che sia presente monsignor Georg Gaenswein, in qualità di prefetto della Casa pontificia. Quanto al futuro del più stretto collaboratore di Ratzinger, Lombardi ha detto: «Non credo voglia trasferirsi stabilmente qui in Vaticano».
Sui tempi del Conclave una battuta del cardinale Napier, sudafricano: «Sarà più lungo di quello dell’ultima volta, ci sono diversi candidati giovani e dobbiamo esplorare bene le possibilità».

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