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Conciliazione spezzatino

 

 di Simona D'Alessio  


Sulla media-conciliazione, la cui entrata in vigore è prevista per il 22 marzo prossimo, si affaccia l'ipotesi di uno «spezzatino» delle questioni per cui ci si dovrà obbligatoriamente avvalere dello strumento, più che di una proroga complessiva di un anno. A confermarlo a ItaliaOggi sono fonti della maggioranza, che segnalano l'idea del ministro della giustizia Angelino Alfano di intervenire per «congelare» fino al 2012 due blocchi di cause: quelle riguardanti i sinistri stradali e quelle relative alle liti di condominio. Nel giorno in cui la commissione bilancio del senato fa fare un passo in avanti all'emendamento al decreto Milleproroghe sullo slittamento di un anno della misura, perché non comporterebbe alcun ulteriore aggravio di spesa, sull'iniziativa si addensano delle altre nubi minacciose. Domenico Benedetti Valentini (Pdl), vicepresidente della commissione affari costituzionali, promotore insieme ad altri colleghi del centrodestra di un appello al responsabile del dicastero di via Arenula per evitare lo «spezzatino» sulla media conciliazione («per il bene del paese»), ha segnalato la possibilità che, se il governo, come pare probabile in queste ore considerando il clima politico teso, metterà la fiducia sul Milleproroghe (già calendarizzato per l'Aula di Palazzo Madama giovedì 10 febbraio), «quando le commissioni si riuniranno, martedì, è probabile che, dovendo esaminare le centinaia di proposte di modifica al decreto ammesse, questo emendamento finisca nel macero, con molti altri» e non venga, perciò, portato al voto. E ciò, a giudizio del parlamentare umbro, condurrebbe alla «paralisi», mentre si potrebbe cominciare a studiare una strada «virtuosa e praticabile», che non danneggi il mondo forense. Chiamato in causa da Benedetti Valentini, sia il Consiglio nazionale forense, sia l'Organismo unitario dell'avvocatura, ieri hanno fatto sentire la propria voce sdegnata. In parlamento, ha sottolineato l'organismo guidato da Guido Alpa, «si sta profilando una condivisione bipartisan al rinvio dell'entrata in vigore della obbligatorietà della mediazione e alla modifica delle norme sulla obbligatorietà. Non solo la commissione giustizia ha dato parere favorevole agli emendamenti in questo senso presentati al decreto milleproroghe, ma la stessa sta esaminando in questi giorni due proposte di legge avanzate sia da esponenti del Pdl e del Pd (Benedetti Valentini e Silvia Della Monica, ndr)». Il Cnf, perciò, comprende che «tale orientamento emerso in sede parlamentare va incontro alla posizione più volte ribadita nei propri documenti, volta a sottolineare le perplessità inerenti alla configurazione attuale del sistema in ordine alla obbligatorietà, alla mancata previsione della difesa tecnica, agli insufficienti titoli richiesti per la figura del mediatore». Quanto, invece, all'Oua, la trasversalità che ha contraddistinto il dibattito in parlamento sulla necessità di prorogare di un anno l'entrata in vigore della media conciliazione, confermi come questa sia «una questione di buon senso». Il presidente Maurizio de Tilla si è scagliato, invece, contro chi ha messo i bastoni fra le ruote alle proposte di modifica di maggioranza e opposizione, «i sottosegretari alla Giustizia Elisabetta Alberti Casellati e Giacomo Caliendo». L'Oua, pertanto, non rimarrà inerte e silenziosa, ma se non dovesse passare lo slittamento di un anno della misura obbligatoria, ha preannunciato che ricorrerà a iniziative di protesta, fra cui «una o più giornate di astensione dalle udienze».

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