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Conciliazione proroga parziale

di Simona D'Alessio

Il decreto milleproroghe otterrà stamattina il semaforo verde, con voto di fiducia, del senato, lasciando dietro di sé molte polemiche: nel maxi-emendamento del governo, depositato ieri, finisce lo «spezzatino» sulla media conciliazione, rendendo facoltativo, dal 22 marzo, il ricorso allo strumento soltanto per sinistri stradali, di veicoli e natanti e liti di condominio fino al 2012. Scelta che manda su tutte le furie il mondo dell'avvocatura. Confermata, invece, la norma che prevede la possibilità di impugnare i licenziamenti del personale precario fino al 31 dicembre, malgrado l'esecutivo avesse annunciato di voler sconfessare il pronunciamento delle commissioni parlamentari. Novità interessanti, inoltre, per le regioni che, se si troveranno a fronteggiare una calamità naturale, dovranno intervenire con proprie risorse o, se attingeranno ai fondi della protezione civile, dovranno reintegrarli aumentano tributi, addizionali e imposte sui carburanti (fino a un massimo di 5 centesimi al litro), e per le banche che vedranno il fisco arrivare in loro soccorso per rispettare i vincoli imposti da Basilea 3.

Nei giorni precedenti si è registrato un braccio di ferro, a tratti anche molto aspro, fra Parlamento ed esecutivo. A testimoniarlo c'è proprio la norma più contestata dagli avvocati, che prima aveva visto le commissioni dire sì all'unanimità all'emendamento di Luigi Lusi (Pd) per far slittare l'istituto conciliatorio in blocco al prossimo anno, successivamente un blitz del ministero della giustizia ha «congelato» due segmenti del contenzioso civile per dodici mesi, invalidando di fatto il pronunciamento dei senatori. Rimane profondamente scontento anche il comparto agricolo, poiché al presidente della commissione Agricoltura di Palazzo Madama, Paolo Scarpa Bonazza (Pdl), era stato garantito fino a poche ore prima l'appoggio di Palazzo Chigi su tre provvedimenti di rilievo per risollevare le sorti del settore (21 milioni per il bieticolo-saccarifero, 70 e 56,5 rispettivamente per un bonus di carburante per le coltivazioni nelle serre e per sovvenzionare le Associazioni degli allevatori per effettuare i controlli sul miglioramento genetico del bestiame), ma tutto si è risolto in un nulla di fatto. A parziale riscatto, un taglio consistente, da 30 a 5 milioni, per il migliaio di allevatori interessati dal pagamento delle multe per le quote latte, a cui la Lega Nord aveva assicurato, attirandosi le ire di molti, una soluzione dilatoria.

Di seguito una panoramica su alcuni capitoli rilevanti del decreto che deve essere varato dalla Camera entro fine febbraio, pena la decadenza.

Comuni. Diventa progressivo il limite all'indebitamento degli enti locali, grazie a un ritocco alla legge di stabilità laddove indica gli obblighi degli enti locali al fine di ricondurre la dinamica di crescita del debito in coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica: in base alle modifiche introdotte, le province e tutti i comuni non possono aumentare la consistenza del proprio debito al 31 dicembre dell'anno precedente, se la spesa per interessi supera «il 12% per l'anno 2011, il 10% per l'anno 2012 e l'8% a decorrere dall'anno 2013». Il limite precedente era fissato all'8% delle entrate per ciascun anno del triennio 2011-2013.

Banda larga. Per rifinanziare il Fondo per il passaggio al digitale è autorizzata la spesa di 30 milioni per il 2011, soldi che saranno presi dalle risorse finalizzate a interventi per la banda larga.

Poste. Poste Italiane potrà acquistare partecipazioni, anche di controllo, nel capitale di banche, ai fini dell'attuazione della Banca del Sud. Previsto anche lo scorporo di Bancoposta.

Banche. In vista dei vincoli più stringenti imposti da Basilea 3, si consente agli istituti di credito, ai fini del calcolo della patrimonializzazione, di trasformare le imposte anticipate iscritte nei bilanci in crediti d'imposta, qualora nel bilancio venga rilevata una perdita di esercizio. Stabilito anche il rinvio al 2014 dell'obbligo di alienazione delle partecipazioni superiori allo 0,5% del capitale nelle banche popolari.

Editoria. Arrivano 30 milioni per il fondo di sostegno all'editoria e 15 milioni per le radio e le Tv locali; con i nuovi stanziamenti, le risorse a sostegno dell'attività editoriale giungono a 166 miliardi, compresi gli 86 milioni di residui dell'anno scorso.

Incroci stampa-tv. Si cambiano le norme attualmente in vigore che stabiliscono che chi ha più di una rete televisiva non può comprare un quotidiano, e si sostituiscono con un meccanismo che calcola i ricavi del sistema integrato delle comunicazioni, o i ricavi del settore delle comunicazioni elettroniche. Secondo il Pd, che contesta la misura, si apre così la strada all'acquisto del Corriere della Sera da parte di Mediaset.

Consob. Scatta la riorganizzazione dei servizi e del personale della Commissione nazionale per la società e la borsa a partire dal 1° luglio; saltata, però, la parte che prevedeva la «progressiva concentrazione» delle attività a Milano, su cui era salito sugli scudi il capogruppo del Pdl al senato, Maurizio Gasparri.

Risorse ed enti lirici. Un aumento di 15 milioni per il Fondo unico dello spettacolo (Fus), ma finalizzato esclusivamente alle fondazioni liriche; denaro indirizzato, inoltre, all'Arena di Verona, alla Scala di Milano e alla Fondazione orchestra sinfonica e coro sinfonico di Milano Giuseppe Verdi.

Alluvioni. In arrivo 100 milioni per la Liguria, il Veneto, Campania e i comuni della provincia di Messina, funestati dal maltempo nei mesi scorsi.



 

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