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Conciliazione, parla la Consulta

Mediazione obbligatoria a giudizio. È calendarizzata per oggi alla Corte costituzionale, (ma l’udienza potrebbe anche saltare), l’udienza sull’ordinanza del Tar del Lazio (n. 268/2011) che riguarda il dlgs n. 28/2010, e in particolare le questioni di legittimità costituzionale sollevate, tra gli altri, dall’Organismo unitario dell’avvocatura sugli articoli 5 (comma 1, secondo e terzo periodo) e 16 (comma 1) del decreto. Il tribunale amministrativo, infatti, nell’aprile 2011 aveva dichiarato rilevanti alcune questioni decidendo, da un lato, di non bloccare la normativa entrata in vigore il 21 marzo 2011, dall’altro di sospendere il giudizio chiamando in causa la Consulta. Che si dovrà pronunciare sulla legittimità costituzionale ed eventuale eccesso di delega (artt. 24 e 77 della Costituzione, in relazione all’art. 60 della legge n. 69/2009) riguardo la configurazione del preventivo esperimento del procedimento di mediazione come condizione di procedibilità della domanda giudiziaria, e la prevista abilitazione degli enti pubblici o privati che diano garanzie di serietà ed efficienza a costituire gli organismi deputati a gestire il procedimento di mediazione. Per quanto riguarda le parti, invece, sono composte dall’Oua, dall’Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori, dall’Associazione degli avvocati romani e Agire e informare, dal Consiglio dell’ordine degli avvocati di Firenze, dall’Unione delle camere civili, dall’Organismo di mediazione Adr Center spa. Ad adiuvandum il Consiglio dell’ordine degli avvocati di Milano, mentre ad opponendum intervengono la Società italiana conciliazione mediazione e arbitrato, l’Associazione nazionale mediatori e conciliatori, Assomediazione e Unioncamere. Sempre oggi, inoltre, si terrà la manifestazione dell’avvocatura. Secondo gli organizzatori, oltre tre mila avvocati sfileranno per le strade di Roma per protestare contro le misure del governo riguardo la professione forense e il sistema giustizia. «Scendiamo in piazza perché esiste un’emergenza giustizia da sanare», afferma il presidente dell’Oua, Maurizio de Tilla. «Da un lato permane il triste primato sull’eccessiva lunghezza dei processi dall’altro quello dei continui richiami e multe dell’Europa per la forte compressione dei diritti dei cittadini. Eppure in questi anni si susseguono interventi legislativi sbagliati che peggiorano la situazione. Serve l’impegno di tutti, serve una nuova politica».

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