Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Conciliazione avanti

di Simona D'Alessio  

La conciliazione obbligatoria continua, inarrestabile, la sua marcia. È, infatti, in dirittura d'arrivo («nei prossimi giorni apparirà sulla Gazzetta Ufficiale») il nuovo decreto del ministero della giustizia che punta sulla massima qualificazione dei mediatori e interviene sui costi della procedura.

Ad annunciarlo ieri Augusta Iannini, capo ufficio legislativo del dicastero di via Arenula, nel corso di un convegno organizzato da Sistema conciliazione (l'associazione tra gli enti promotori di attività di soluzioni alternative delle controversie), nell'aula magna della corte di cassazione, a Roma. In mesi di applicazione della legge 180/2010, ha sottolineato la rappresentante ministeriale, «ci sono pervenute segnalazioni di inadeguatezza» dei professionisti incaricati di svolgere le procedure, pertanto si è reso necessario elevare la loro qualità; inoltre, gli organismi di conciliazione dovranno indicare nei propri regolamenti dei criteri per l'assegnazione delle controversie, che siano rispettosi della competenza professionale del mediatore designato, tenendo conto anche della laurea conseguita («un geometra, ad esempio, non si occuperà di una questione medica», ha specificato Iannini). Viene, inoltre potenziato l'aggiornamento formativo biennale, e cresce il supporto amministrativo dell'autorità di vigilanza sugli organismi di mediazione e sugli enti di formazione per garantirne l'effettività. Sul fronte della spesa, invece, il dm stabilirà che dovranno essere ridotti i costi delle indennità nelle ipotesi di mediazione obbligatoria e «contumaciale», per evitare che la parte che si è presentata al tentativo di negoziazione sia penalizzata. Dinanzi ad una platea di rappresentanti del mondo delle professioni (assenti gli avvocati), l'esponente del ministero della giustizia ha sottolineato che «il futuro della mediazione non è nell'obbligatorietà, bensì nella clausola contrattuale» e, ancor meglio, nella «volontarietà» per la quale, però, c'è bisogno di una crescita culturale. Al momento, ha aggiunto, il 70% degli utenti non viene alla convocazione per la mediazione delle liti, «ma quel 30% che lo fa spontaneamente, fa sì che nel 70% dei casi l'accordo si raggiunga». Cifre che fanno riflettere secondo Tiziana Pompei, vicesegretario generale di Unioncamere, che ha ricordato come l'esperienza del sistema camerale è antecedente al varo della legge, «e avevamo già gestito oltre 100 mila mediazioni, tutte ovviamente volontarie». A giudizio di Giancarlo Laurini, presidente del consiglio nazionale del notariato, bisogna «sforzarsi di trovare percorsi diversi per fare in modo che invece di affollare le aule dei tribunali, le parti raggiungano con soddisfazione un compromesso sugli interessi. Sbaglia, perciò, chi afferma che si va verso una privatizzazione della giustizia». Contenti che si sia finalmente partiti con la mediazione si sono detti, infine, i dottori commercialisti: per Felice Ruscetta, consigliere del Cndcec, infatti, «così si risolve la controversia, mentre dal giudice si distribuiscono soltanto torti e ragioni».
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È un falso dilemma» che la Bce abbia un solo mandato e la Federal Reserve due. Anche la Banca ce...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un intervento normativo finalizzato a favorire il rafforzamento patrimoniale delle società di capit...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scuola e lavori pubblici, settore residenziale e miglioramento delle norme in fatto di appalti, come...

Oggi sulla stampa