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Conciliazione a ritmo lento

Alla fine, dopo un anno di applicazione della conciliazione obbligatoria, sono circa 12mila i procedimenti che non sono approdati in tribunale per effetto della disciplina introdotta nel marzo 2011. A fare il bilancio di questi primi 12 mesi, abbondanti, è lo stesso ministero della Giustizia. Che segnala come i procedimenti iscritti che hanno intrapreso la via della mediazione, in larghissima parte perché condizione di procedibilità per rivolgersi al giudice (77% dei casi), sono stati in tutto 91.690. Numero complessivo che può essere poi disaggregato per materia, dove la parte del leone la fanno le liti sulle locazioni e quelle sui diritti reali.
Va però sottolineato come la recente estensione della conciliazione al condominio e al risarcimento danni da incidenti stradali farà crescere in maniera netta il perimetro delle cause coinvolte: negli ultimi 10 giorni di marzo, da quando cioè l’allargamento è diventato operativo, i procedimenti che interessano il condominio sono aumentati da 94 a 363 e quelli sul risarcimento Rc auto da 115 a 856.
Di quei poco più di 90mila procedimenti interessati, ne sono stati definiti 59.293, con una pendenza finale di 33.139. Ma solo nel 35% dei casi definiti l’aderente è comparso, mentre in maggioranza ha preferito rimanere contumace. Di quel 35%, poi, poco meno della metà, il 48%, si è effettivamente concluso con un accordo, scongiurando così il ricorso alla magistratura. Preoccupante però, a fronte di numeri di conciliazioni comunque assai contenuti, il trend di comparizione dell’aderente: se era sempre cresciuto nei trimestri precedenti, nell’ultimo è invece rimasto pressoché stabile. Sia aderenti sia proponenti, almeno nella fase della mediazione, preferiscono poi per oltre l’80% evitare di essere assistiti da un avvocato.
La regione dove si iscrivono più procedimenti di mediazione è la Campania con il 15,7% del totale nazionale, seguita dalla Lombardia con l’11,4. In fondo alla lista Umbria, Basilicata, Molise e Valle d’Aosta, tutte regioni al di sotto dell’1 per cento.
Il valore medio della lite è di 118mila 299 euro. A pesare di più sono le successioni, gli affitti di azienda e il risarcimento danni da responsabilità medica. Il ministero tiene però a mettere in evidenza che, dal punto di vista dei tempi almeno, la convenienza è assicurata: un procedimento di conciliazione che arriva al traguardo dopo che l’aderente è comparso si conclude in 61 giorni di media, a fronte di oltre milla se si sceglie invece la strada giudiziaria. La Corte costituzionale, intanto, ha fissato al 23 ottobre prossimo la data dell’udienza sulla questione di legittimità sollevata dal Tar Lazio su numerosi passaggi chiave della disciplina attuativa.

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