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“Con le fatture elettroniche si recuperano 3-4 miliardi”

ROMA.
Un piano imminente per spingere tutte le imprese a fatturare elettronicamente e «recuperare come minimo 3-4 miliardi». Attraverso bonus incentivanti, cioè «piccoli crediti di imposta ». E «un software così semplice che se non lo usi risulti sospetto». Il viceministro dell’Economia Luigi Casero spiega il nuovo pacchetto di interventi del governo in campo fiscale.
Viceministro, possibile accorpare il taglio a Ires e Irpef già nel 2017?
«L’obiettivo prioritario per il prossimo anno è non far scattare la clausola di salvaguardia e dunque bloccare l’aumento Iva. E poi mantenere l’impegno di abbassare quattro punti di Ires. Se però riusciamo a concordare – e contiamo di farcela – una politica europea orientata a crescita e sviluppo, allora tutte le risorse aggiuntive saranno concentrate a diminuire le tasse».
Contate dunque sulla flessibilità extra concessa da Bruxelles?
«Chiediamo all’Europa che sia più aggressiva sugli investimenti e meno austera sui conti. Nel contempo ci impegniamo a tenere il deficit sotto il 3% e debito in discesa».
Dove troverete il tesoretto per far scendere la pressione fiscale?
«Tagliando la spesa improduttiva, potenziando un fisco più semplice, mirando i controlli. In una parola: recuperando da evasione e sommerso, uno dei punti di debolezza dell’economia italiana da aggredire».
La spending review non ha fatto grandi progressi. Come rilanciarla?
«La battaglia sui costi standard è fondamentale: il costo ottimale deve essere applicato ovunque. E poi occorre eliminare le ripetizioni di spesa. A breve, entro 10-15 giorni, faremo ripartire la commissione sulle tax expenditures, per sfoltire le detrazioni fiscali. E quella su evasione e sommerso. Commissioni da 15 esperti l’una, tra docenti, rappresentanti di enti locali, del ministero dell’Economia e di Palazzo Chigi. Entro sei mesi, porteremo risultati concreti. Una spending mirata è la risposta più efficace da dare ai mercati, per evitare il balletto dello spread, quando taglieremo le tasse».
Il fisco più semplice è uno slogan o una strategia?
«Tra dieci giorni incontreremo le associazioni di categorie delle imprese. Dobbiamo convincere le aziende a fornire più dati possibili al fisco. Fare fatture col computer dovrà essere semplice e conveniente: meno carta, meno burocrazia, meno controlli fisici e bonus, ad esempio piccoli crediti di imposta. Il sistema funziona se lo fanno tutti, anche le piccole aziende. I dati arriveranno in tempo reale sui server nazionali dell’Agenzia delle entrate e i controlli saranno in remoto. A regime, arriveremo anche alla dichiarazione pre-compilata dell’Iva».
Quanto pensate di recuperare?
«Se il progetto funziona, la stima minima è di 3-4 miliardi, un bel recupero. Nel migliore scenario, una decina. Pensiamo di intervenire con un nuovo decreto correttivo di quello attuativo della delega fiscale».
Ma la fatturazione elettronica è obbligatoria solo per la pubblica amministrazione.
«Per le imprese sarà facoltativa e sperimentale dal prossimo primo luglio. Strutturale, ma sempre opzionale dal 2017. Purtroppo ce lo impone l’Europa. E senza una direttiva comunitaria non si può obbligare nessuno. Ma incentivare sì. E noi ci puntiamo molto».
Lavorate anche per ridurre il cuneo fiscale che grava sulle buste paga?
«Può essere un obiettivo per dare forza e competitività alle nostre imprese. E attrarre investimenti esteri».
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