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Con i preventivi concorrenza sui costi

di Valentina Melis e Federica Micardi

Orientarsi fra i servizi dei professionisti e confrontarli, preventivi alla mano, un po' come si fa per l'acquisto di un'auto. Con "prezzi" che dovranno essere stabiliti senza più alcun riferimento alle tariffe professionali. Sarà questa una delle conseguenze principali, per i cittadini-consumatori, della liberalizzazione dei servizi professionali proposta dal Governo Monti.
Il cliente dovrà quindi imparare a documentarsi e a distinguere, ad esempio, che cosa rientra in una prestazione "di base" e che cosa costituisce invece un valore aggiunto, un servizio in più, meritevole dunque di una remunerazione aggiuntiva. E conoscerà anche, attraverso il preventivo, i dettagli della copertura assicurativa del professionista per gli eventuali danni che questo potrebbe provocargli nell'esercizio dell'attività (resa obbligatoria dal Dl 138/2011 convertito dalla legge 148/2011), la relativa durata e il massimale previsto. Fra l'altro, trattandosi di un documento scritto firmato dal professionista, il preventivo avrà anche una funzione di garanzia nei confronti dell'Erario: sarà difficile mettere nero su bianco un prezzo e fatturarne un altro.
L'obiettivo delle nuove norme è quindi garantire più trasparenza e più informazione del consumatore nei confronti dei servizi erogati dai professionisti. I vertici degli Ordini professionali precisano, però (come si legge anche nelle risposte alle 26 interviste ai presidenti degli Ordini sintetizzate nella tabella a lato), che per ottenere davvero questa chiarezza sarà necessario poter aggiornare i preventivi, in accordo con i clienti, se la prestazione professionale richiederà, in corso d'opera, un aggravio di lavoro o nuovi interventi. È il caso soprattutto di alcune prestazioni tecniche, per cui è molto difficile stabilire un costo definitivo prima della fine della prestazione. O delle cause legali, in cui è difficile stabilire in anticipo quante ore di lavoro saranno necessarie all'avvocato per portare a termine il suo lavoro.
Altri professionisti temono, invece, che redigere i preventivi possa diventare un'operazione complicata per gli studi, che non aiuterà il consumatore a capirne di più.
Ma per i professionisti, concretamente, che cosa cambierà, con le nuove regole?
Poco – rispondono – per i servizi più "standardizzati" , come la tenuta della contabilità, la redazione dei bilanci o delle dichiarazioni, dove è anche più difficile che la clientela cambi.
Più soggette alla concorrenza e a un confronto fra i prezzi da parte degli utenti potrebbero essere, invece, le consulenze e i servizi a più alto valore aggiunto, nonché i servizi erogati a una clientela sempre diversa.
Una delle preoccupazioni più diffuse fra i presidenti degli Ordini intervistati dal Sole 24 Ore è che, in nome dell'abolizione tout court delle tariffe (su cui comunque, la parola definitiva spetterà al Consiglio dei ministri di oggi), si creino forme di concorrenza sleale, con ribassi eccessivi nei prezzi delle prestazioni, a scapito della qualità come è accaduto, ad esempio, nelle gare d'appalto per i lavori pubblici.
In caso di preventivi con divergenze molto marcate, un consiglio che si può dare agli utenti, può derivare proprio da una pratica diffusa nelle Pubbliche amministrazioni: il cosiddetto «taglio delle ali», scartare cioè l'offerta con il massimo ribasso e quella che si giudica più onerosa, privilegiando le offerte che si attestano su valori intermedi.
In merito alla possibile abolizione delle tariffe, dunque, quasi tutti i presidenti degli Ordini insistono sulla necessità di preservare dei valori di riferimento per i giudici chiamati a liquidare le parcelle e per le Pubbliche amministrazioni.
L'abolizione delle tariffe professionali preoccupa particolarmente anche alcune categorie, come gli infermieri, che temono di veder sparire un parametro importante per la valutazione del proprio lavoro e del livello delle prestazioni di cura e assistenza ai cittadini.
Riunire le proposte dei professionisti italiani in un unico Manifesto per affrontare la riforma con una voce sola è l'obiettivo del forum «Professionisti, cittadini per i cittadini», organizzato dall'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, per il 23 gennaio (ore 9.30, Cinema Med, viale Giochi del Mediterraneo, 36).

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