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Con Asia e Brasile Pirelli pronta alla svolta

Con il via libera del consiglio ai conti trimestrali e al piano strategico, Pirelli è pronta a girare pagina. Ieri sera Marco Tronchetti Provera è atterrato a Londra dove questa mattina incontrerà gli analisti finanziari per illustrare il nuovo businessplan della Bicocca. Un piano per quattro anni, che accompagnerà Pirelli verso una nuova svolta ma anche verso un nuovo assetto. Nel 2017 scadrà infatti il patto tra Tronchetti, Clessidra, Intesa Sanpaolo e Unicredit, il cui obiettivo, a scadenza, è valorizzare le azioni del gruppo milanese.
Il nuovo piano sarà dunque tutto incentrato sull’efficienza e la redditività. La base di partenza sono i conti approvati ieri dal board della Bicocca, che con l’occasione ha completato la ricostituzione del consiglio con la cooptazione del direttore generale di Intesa Sanpaolo, Gaetano Miccichè. Nonostante il perdurare della crisi, i primi nove mesi della Pirelli hanno confermato una buona tenuta dei ricavi e il valore aggiunto creato dal posizionamento nel segmento premium , l’alto di gamma dei pneumatici, che ha mostrato una crescita tre volte superiore a quella del segmento tradizionale. Non sufficiente, però, a trainare i conti con la forza necessaria a raggiungere gli obiettivi previsti per fine anno. Pirelli ha rivisto le stime sui ricavi e i margini tagliandole leggermente (6,2 miliardi di fatturato rispetto a 6,3 miliardi e 790 milioni di risultato operativo contro gli 810 indicati al mercato) mentre per i volumi è attesa una crescita superiore al previsto e gli investimenti sono stati confermati in 400 milioni. Nel complesso il bilancio trimestrale si è chiuso con 258 milioni di utile netto, in calo del 15%, di cui 108 milioni incassati tra giugno e settembre, a fronte di 4,62 miliardi di ricavi consolidati, in crescita dell’1,8% al netto dell’effetto cambi, senza il quale l’aumento sarebbe stato dell’8,4%, 599 milioni di margine operativo, in flessione del 3,3%, e una marginalità del 13%, in lieve calo soprattutto sul segmento consumer. A frenare sono stati l’effetto cambi, particolarmente pesante in Brasile, e i mercati maturi e quindi l’Europa, dove nel terzo trimestre si è visto però un buon recupero, che ha caratterizzato un po’ tutta la filiera industriale e i mercati su cui opera Pirelli. Sono aumentati i ricavi (+7,7% senza effetto cambi), il margine operativo, cresciuto del 4,6% e l’utile netto, superiore del 27,3% al 2012. Il segmento consumer è quello che ha performato meglio con 1,67 miliardi di ricavi, in crescita del 3,8% in nove mesi e dell’8,6% nell’ultimo trimestre, e volumi in aumento dell’11,7%. Nel consumer i ricavi sono stati invece di 3,3 miliardi e nel segmento business industrial a 1,24 miliardi. Quanto ai diversi mercati, l’America Latina continua a essere trainante con una crescita dei ricavi del 9% e un peso sul fatturato consolidato del gruppo vicino al 40%. Nell’area Asia-Pacifico il giro d’affari è cresciuto invece del 16%.
Per i prossimi quattro anni la ricetta non dovrebbe cambiare. Saranno probabilmente riviste le dosi per calibrare gli investimenti a seconda dei tassi di crescita dei diversi Paesi. Ma la focalizzazione sul segmento premium e sui mercati emergenti resterà la stella polare grazie, più che al fatturato, ai forti margini che è in grado di generare e dunque alla redditività, superiore a qualsiasi altro segmento del mercato dei pneumatici.

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