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Comunicazioni facili per le aziende

Più vicina la semplificazione degli adempimenti per le imprese. In particolare, sul fronte delle comunicazioni tra fisco e aziende, entro maggio l’agenzia delle Entrate annuncerà provvedimenti concreti che sono il frutto di una concertazione tra il mondo produttivo e l’agenzia stessa.
La conferma arriva da Confindustria che avverte come «sia decisamente cambiato il clima tra Agenzia e mondo delle imprese e come questo sia un segnale molto forte che va finalmente nella direzione giusta della collaborazione». Si tratta di un primo punto di approdo concreto originato dall’elenco dei 108 adempimenti da semplificare messo a punto nell’ottobre scorso dalle Entrate che vedrà la luce, come ha ammesso lo stesso direttore dell’agenzia delle Entrate, Attilio Befera, intervenuto al forum di Napoli sul tema «Nuovi strumenti di lotta all’evasione. Difesa del contribuente e orientamento della giurisprudenza» organizzato dall’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della città partenopea. «Entro maggio – ha detto Befera – arriveranno in porto alcune delle semplificazioni concordate con le associazioni di categoria» mentre si deve lavorare «alla revisione della delega fiscale e alla riorganizzazione del processo tributario anche alla luce dei risultati positivi ottenuti dall’istituto della mediazione che ha ridotto i ricorsi in Commissione tributaria. Per questa ragione sarebbe opportuno che il livello della mediazione venisse ulteriormente elevato ampliando la soglia dei 20mila euro».
Ma il punto forte della strategia del fisco resta quello di cambiare immediatamente quel che è possibile cambiare e rientra nel livello di competenze dell’agenzia stessa. Una linea condivisa da Confindustria – ma anche dalle altre associazioni imprenditoriali – che ha consentito di concentrare gli sforzi di revisione sugli adempimenti amministrativi. Quel che potrebbe cambiare entro un mese o poco più è il sistema delle comunicazioni, dei dati cioè che le imprese devono trasmettere al fisco. «Si tratta – spiegano da Confindustria – di evitare di comunicare la stessa informazione a più soggetti della pubblica amministrazione o di aggregarle in maniera meno onerosa per le aziende stesse». Una mossa gradita alle imprese anche se il direttore delle politiche fiscali di Confartigiato, Andrea Trevisani, osserva che «alle Entrate hanno le osservazioni di Rete imprese Italia dall’ottobre scorso e siamo felici di sapere che ora il meccanismo semplificativo si è rimesso in moto. A questo punto non c’è più un minuto di tempo da perdere, visto lo stato economico in cui già le imprese versano».
Naturalmente, durante il forum di Napoli si è discusso soprattutto di evasione e di lotta all’evasione. E, per quel che riguarda il redditometro – recentemente bocciato anche dalla Commissione tributaria di Reggio Emilia (si veda Il Sole 24 Ore del 19 aprile) dopo il “no” arrivato da Napoli – il direttore dell’agenzia delle Entrate ha ribadito che «sarà utilizzato per contrastare l’evasione spudorata perché questo è uno strumento molto delicato e che useremo solamente nei casi più eclatanti».
Tuttavia, «per combattere l’evasione è necessaria una task force europea, che preveda una collaborazione tra l’Italia e gli altri paesi Ue per individuare i capitali portati all’estero», ha sottolineato Vincenzo Moretta, presidente Odcec Napoli. «Il rientro di queste somme, che sono molto numerose – ha affermato – potrebbe generare un abbassamento della pressione fiscale e i commercialisti – ha aggiunto – sono in prima linea contro l’evasione fiscale e puntano a tutelare il gettito delle entrate insieme all’amministrazione finanziaria e alla Guardia di Finanza». In questo senso, ha aggiunto Moretta, «siamo favorevoli al redditometro anche se riteniamo sia uno strumento da non esasperare e che sia fondamentale tutelare le famiglie povere ed i pensionati».
Del resto, come ha ricordato Alberto Capuano, Gip del Tribunale di Napoli, non c’è solo il redditometro e «gli strumenti per la lotta all’evasione sono numerosi come, ad esempio, il sequestro preventivo che è molto efficace, perché dà all’autorità giudiziaria la possibilità di bloccare preventivamente i beni e i patrimoni accumulati illecitamente».

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