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Comunicazioni beni ai soci, un debutto poco illuminato

È arrivato il tempo di comunicare i beni d’impresa concessi in godimento ai soci e familiari dell’imprenditore. Entro il prossimo 15 ottobre imprenditori, soci e loro familiari dovranno, infatti, cimentarsi con la nuova comunicazione telematica all’anagrafe tributaria. Appena superato lo scoglio dell’invio telematico dei modelli Unico 2012 e dintorni (si veda altro articolo a pagina 5) ecco che scatta già il tempo di prepararsi al nuovo e inedito adempimento telematico. Anche in questo caso la nuova scadenza è frutto di una proroga concessa a pochi giorni di distanza dal termine originario fissato al 31 marzo 2012. Proroga concessa in considerazione delle particolari difficoltà attuative e della assoluta novità della norma. Il rinvio al 15 ottobre non sembra, però, aver risolto i dubbi e le incertezze in materia, frutto anche di interventi normativi secondari in assoluta mancanza di sintonia rispetto al testo normativo che ha introdotto il nuovo adempimento (dl 13/2011). Sulla materia relativa ai beni concessi in godimento ai soci e familiari si sono, infatti, succeduti un primo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 16 novembre 2011 e una circolare interpretativa, la n. 24/e del 15 giugno scorso. Documenti che hanno esteso, ben oltre il perimetro normativo, sia la platea dei soggetti ai quali si applicano le disposizioni antielusione introdotte dal dl n.138/2011 sia le relative fattispecie oggettive. Una delle questioni più delicate e complesse che dovranno essere risolte prima del termine di scadenza del 15 ottobre 2012 riguarda la comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni effettuate dai soci e familiari. La norma istitutiva delle disposizioni antielusione non prevede l’obbligo di monitoraggio di dette operazioni che sono state, invece, inserite nel modello di comunicazione telematica dal già citato provvedimento direttoriale del 16 novembre 2011.

Il problema relativo al censimento dei finanziamenti e delle capitalizzazioni effettuate riguarda soprattutto le imprese in regime di contabilità semplificata per le quali la ricostruzione dei versamenti effettuati in passato e tutt’ora esistenti, può essere estremamente difficoltoso. Oltre al problema dei finanziamenti altre questioni ancora sul tappeto sono costituite dalla concessione in uso ai soci o familiari di beni a deducibilità limitata il cui uso promiscuo è presunto, in via assoluta e non relativa, da singole disposizioni tributarie. È il caso delle autovetture aziendali, degli immobili a uso abitativo, dei telefonini e così via. In questa situazione di assoluta incertezza i contribuenti e i professionisti saranno chiamati a decidere i comportamenti da tenere per adempiere all’obbligo di comunicazione telematica ormai alle porte. Questa prima comunicazione costituirà di fatto il censimento dell’esistente in materia di concessione in godimento dei beni d’impresa a soci e familiari. Le decisioni e gli atteggiamenti presi in questa sede avranno inevitabilmente anche riflessi in futuro. Un censimento questo che perlomeno per quanto attiene al primo invio potrà creare solo problemi ai contribuenti in termini di rischio di accertamento sintetico. La normativa antielusione sui beni concessi in godimento ai soci si rende applicabile, infatti, soltanto nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 17 settembre 2011 per cui questa prima comunicazione telematica potrà fornire utili informazioni al fisco soltanto in chiave accertamento sintetico del reddito delle persone fisiche.

Alla luce delle considerazioni svolte sarà dunque importante avvicinarsi alla scadenza dell’invio telematico della prima comunicazione dei beni ai soci, fissata entro il prossimo 15 ottobre, considerando quali riflessi dalla stessa possono derivare.

Sarà importante evitare errori che potrebbero costituire lo spunto per una richiesta di informazioni da parte degli uffici a carico del socio o del familiare e verificare la tenuta reddituale di questi ultimi rispetto ai corrispettivi pagati per i beni ricevuti in godimento o per i finanziamenti e le capitalizzazioni effettuate.

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