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Comunicazione udienza, se omessa sentenza nulla

È nulla la sentenza pronunciata dal giudice tributario se non è stato comunicato alle parti l’avviso di fissazione dell’udienza almeno 30 giorni prima della data stabilita per la discussione della causa. La regolare comunicazione della data d’udienza assolve alla funzione di garantire il diritto di difesa e il principio del contraddittorio. È quanto ha affermato la Corte di cassazione, con l’ordinanza 6504 del 6 marzo 2019. Per i giudici di piazza Cavour, nel processo tributario la comunicazione della data di udienza, sia in primo grado che in appello «adempie a un’essenziale funzione di garanzia del diritto di difesa e del principio del contraddittorio, sicché l’omessa comunicazione alle parti, almeno 30 giorni prima, dell’avviso di fissazione dell’udienza di discussione, determina la nullità della decisione comunque pronunciata». Secondo la Cassazione, l’errore commesso dalla segreteria del giudice è grave. L’omissione, infatti, non si esaurisce in una mera irregolarità priva di effetti invalidanti, ma determina la nullità dei successivi atti processuali e della sentenza. In questi casi non viene garantito il principio del contraddittorio e si determina una grave lesione del diritto di difesa. In realtà, l’articolo 31 del decreto legislativo 546/1992 prevede che la segreteria della commissione sia tenuta a avvisare dell’udienza di discussione le parti che si sono regolarmente costituite in giudizio. La controversia è trattata in camera di consiglio, senza le parti, se almeno una non richiede espressamente che la discussione avvenga in udienza pubblica. Dopo che sono scaduti i termini per la costituzione delle parti, il presidente della commissione tributaria fissa la data della controversia e nomina il relatore. La segreteria deve avvisare le parti almeno 30 giorni liberi prima della data fissata. Uguale avviso deve essere dato quando la trattazione sia stata rinviata dal presidente in caso di giustificato impedimento del relatore, che non possa essere sostituito, o di alcuna delle parti o per esigenze del servizio. Le comunicazioni, normalmente, devono essere fatte nel domicilio eletto. Solo in mancanza dell’elezione di domicilio assume rilevanza la residenza dichiarata. Le variazioni hanno effetto dal decimo giorno successivo a quello in cui sia stata notificata la denuncia di variazione alla segreteria e alle parti costituite.

Sergio Trovato

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