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Comunicatori legal, più voce agli studi per ripartire più forti

Nonostante la pandemia, la comunicazione legal sembra non conoscere crisi. Un mercato che, secondo le stime, si aggira intorno ai 6 milioni di euro, senza considerare la parte digital, e in cui di anno in anno entrano nuovi player che vanno a erodere quote di mercato alle società più a lungo presenti nel settore. Società che però tengono la posizione e, in molti casi, differenziano la propria offerta per venire incontro alla domanda dell’avvocatura italiana. A guidare la classifica dei comunicatori, secondo quanto emerge dalla undicesima edizione del «Who’s who della comunicazione legale in Italia», condotta da Affari Legali- ItaliaOggi Sette, è Barabino & Partners che segue in Italia la comunicazione di 23 studi legali (cui se ne aggiungono diversi all’estero). A seguire, Valetta Relazioni Pubbliche (19, più alcuni studi esteri seguiti per le litigation pr in Italia e l’attività internazionale svolta attraverso il brand Mirovia), e, a poca distanza, Marketude (15).

The Skill è invece la società che nel 2020 ha avuto il maggior numero di nuovi ingressi (8). Altre società si sono riorganizzate, come il gruppo SEC che conta ben tre società per seguire più da vicino il territorio nazionale, mentre sono entrati nel settore legal società di comunicazione blasonate che ancora ne erano fuori, come Comin & Partners.

«La pandemia, dal nostro punto di vista, ha accelerato la corsa degli studi legali alla comunicazione», spiega Marianna Valletta, fondatrice di Valletta Relazioni Pubbliche. «Si tratta di un processo già in atto da tempo e che vede sempre di più protagoniste le nuove aggregazioni professionali multidisciplinari e gli studi di medie dimensioni. Questi studi cercano un unico punto di riferimento che possa occuparsi di tutte le tematiche di comunicazione: non solo ufficio stampa ma anche branding, digital ed eventi fino ad arrivare alla progettazione di gestionali per facilitare la comunicazione interna. Se fino a un paio di anni fa il nostro lavoro era prevalentemente dedicato alla gestione della media relations, oggi è l’integrazione delle competenze e dei servizi, interni all’agenzia, il valore aggiunto che i clienti dicono di apprezzare maggiormente, unito alla competenza specifica sul settore legale».

Per il Ceo & Founder di The Skill, Andrea Camaiora «le law firm, spesso, non hanno bisogno di soluzioni «pesanti» e The Skill, una realtà giovane, cerca di intercettare esigenze del mercato legale partendo dai contenuti, dalla professionalità, e le coniuga, con il suo stile, in un progetto di comunicazione. Analogamente, i nostri clienti si distinguono per le elevate qualità professionali ancor prima che per le dimensioni. Alcuni nostri progetti di comunicazione si integrano con le consulenze più ordinarie delle agenzie «tradizionali», che fanno spesso benissimo il loro lavoro. Professionisti e legali hanno bisogno di un partner capace di concepire ogni singolo comunicato, ogni articolo o intervista nell’ambito di una strategia d’insieme».

Per Luca Vitale, fondatore di Luca Vitale e Associati «la pandemia ha avuto impatto sulla comunicazione degli studi che hanno in parte rivisto contenuti e processi. Il messaggio chiave che gli studi adesso trasmettono ai media e ai clienti è la loro capacità di reazione positiva agli effetti negativi di un evento inaspettato come il Covid. Il mercato della comunicazione legale ha ancora ampi margini di crescita, legati soprattutto alle nuove insegne e allo sviluppo geografico. La tendenza degli ultimi anni evidenzia come la comunicazione legale non sia più solo confinata a Milano e Roma. Esistono studi di eccellenza in territori ad alto tessuto produttivo che hanno avviato importanti percorsi di comunicazione e che hanno capito che la promozione del brand e delle professionalità dello studio può accelerare il ritorno alla normalità». Secondo il Ceo di iCorporate, Andrea Gaudenzi «il livello di consapevolezza e, di conseguenza, di qualità della comunicazione degli studi legali si sta alzando sempre di più. Il presidio dell’ufficio stampa così come dei canali digitali è diventato ormai un «must have». Ma sono sempre di più gli avvocati che ci chiedono media training, per imparare a gestire in maniera efficace il rapporto con i media, e digital training mirati per fornire gli strumenti base che mettano i partner nelle condizioni di divenire nel medio periodo ambassador digitali dei loro studi. Così come vediamo molta curiosità nello sperimentare strumenti come i podcast, ma anche social network innovativi come Clubhouse».

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